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sabato, 21 febbraio 2009

Cose fatte

Livorno, Terrazza Mascagni, 29/01/2009


foto della terrazza Mascagni
blaterato da ilsalta alle ore 08:59 | link | commenti (5)
categorie: sogni, memoria, soliloqui, nonsibuttavianulla
domenica, 21 settembre 2008

Penso a te e a noi due.
A quando torrenti in piena di parole inutili sembrano trascinarci via, e a come alla fine tu riesca sempre ad avere l'attimo di lucidità per aggrapparti a un appiglio e tendermi la mano.
E a quello che siamo, e a come (forse) è diverso da quello che immaginavamo da ragazzi, e al destino buffo che ci ha presentati.
Così sperduti fra tanta gente, insignificanti... così incapaci di mostrare agli altri - gli altri non le capiscono mai, questa cose - l'importanza irrinunciabile, e la meraviglia, e la potenza di essere noi.
E a come non sia giusto sentirmi addosso la spada di damocle delle mie disavventure fisiche, tu che hai le tue, e hai in ogni momento la gioia di dirmi le cose che sai, nel tuo modo insostituibile.
Forse da ragazzi ci credevamo eterni e invincibili.
Forse siamo io e te perché siamo, finalmente, adulti, disincantati, pronti a ricevere, semplicemente.
E non vorrei essere in nessun altro posto, e tu sei perfetta come sei.
blaterato da ilsalta alle ore 00:25 | link | commenti (6)
categorie: sogni, memoria, soliloqui
mercoledì, 17 settembre 2008

R.I.P. - 2

Richard Wright, 1943 - 2008

Magro, asciutto, sempre defilato per lasciar parlare le sue magiche tastiere. Lo ricordiamo così Richard Wright, organista dei Pink Floyd che se n’è andato a 65 anni «dopo una breve lotta contro il cancro», come recita uno scarno dispaccio d’agenzia. Wright era uno dei fondatori della band; con Nick Mason era uno dei due studenti di architettura londinesi che, unendosi ai liceali di Cambridge Syd Barret e David Gilmour, con il collante di Roger Waters diede vita alla straordinaria band. Wright era un Pink Flyd nell’anima, e non è mai mancato a nessuna reincarnazione del gruppo segnandone l’intera storia: dalle prime esibizioni psichedeliche all’Ufo di Londra al magma sonoro dell’album di debutto The Piper at the Gates of Dawn. Nella loro opera più ambiziosa, il doppio Ummagumma, Wright dà i primi tocchi classico-sinfonici con l’imponente Sysyphus in quattro movimenti; sa però mettersi al servizio del gruppo, sacrificandosi a lirici sottofondo d’atmosfera in album di successo universale come The Dark Side of the Moon e The Wall, passando con disinvoltura dal narcisismo elettronico ai suoni acustici del pianoforte e dell’harmonium. Fedelissimo di David Gilmour, lo ha accompagnato nel suo ultimo tour solista, e li abbiamo visti insieme due anni fa agli Arcimboldi di Milano eseguire, con la classe e l’espressionismo pompieristico dei tempi migliori, i nuovi brani di Gilmour e classici dei Pink Floyd come Money e Another Brick In the Wall.

(da ilgiornale.it)

blaterato da ilsalta alle ore 01:09 | link | commenti
categorie: musica, eventi, memoria, media, leggende, wikipedia, notiziacce, cybersocietà
martedì, 16 settembre 2008

R.I.P.

Stefano Rosso, 1948 - 2008

Stefano Rosso, appartenente alla cosiddetta Scuola romana dei cantautori, è morto a Roma. Avrebbe compiuto 60 anni il prossimo 7 dicembre. Rosso ha raggiunto la notorietà grazie alla canzone "Una storia disonesta", di cui si ricorda la scandalosa frase "Che bello, due amici, una chitarra e uno spinello". I funerali si terranno domani alle ore 10 nella chiesa di Santa Maria in Trastevere.

Aveva debuttato nel 1969, in coppia col fratello nel duo Romolo e Remo, con la canzone 'Io vagabondo'. Partecipo' al Festival di Sanremo nel 1980 con 'L'italiano'. Da ricordare, tra le sue canzoni impegnate, anche 'Odio chi' e 'Bologna '77', dedicata a Giorgiana Masi, ragazza uccisa a Roma durante una manifestazione. Nato a Roma nel 1948, Stefano Rosso, pseudonimo di Stefano Rossi, si è caratterizzato per i testi ironici, dissacranti e spesso autobiografici e musiche che conciliano la canzone popolare romanesca con il country e il folk americano, spesso con arpeggi in finger picking molto elaborati e mai banali.  [...]

(da TGcom)
sabato, 06 settembre 2008

Dedica

Iincisione di Manu
blaterato da ilsalta alle ore 12:16 | link | commenti
categorie: memoria, soliloqui, nonsibuttavianulla
venerdì, 27 giugno 2008

1999: Uèn ài uòs fricchettònZ

blaterato da ilsalta alle ore 03:42 | link | commenti (5)
categorie: memoria, nonsibuttavianulla
martedì, 10 giugno 2008

Prove tecniche di fascismo



(Grazie a Cym per la segnalazione)
domenica, 08 giugno 2008

For Emily Whenever I May Find Her




What I dream I had:
Pressed in organdy;
Clothed in crinoline of smoky burgundy;
Softer than the rain.
I wandered empty streets
Down past the shop displays.
I heard cathedral bells
Tripping down the alley ways,
As I walked on.

And when you ran to me
Your cheeks flushed with the night.
We walked on frosted fields of juniper and lamplight,
I held your hand.
And when I awoke and felt you warm and near,
I kissed your honey hair with my grateful tears.
Oh I love you, girl.
Oh, I love you.

(Paul Simon, 1966)
blaterato da ilsalta alle ore 07:46 | link | commenti
categorie: musica, testi, eventi, sogni, memoria
lunedì, 26 maggio 2008

Le strategie che funzionano... Oh, signori, per piacere.
Il calcolo, il cinismo, l'opportunità, eh?
La convenienza, la facciata, il culo parato.
Il Guttuso ancora da autenticare, e tutte quelle piccole formiche in marcia.
E poi non lo so, arrivare a fine corsa e accorgersi di aver fatto tutto in prima e aver bruciato la frizione?
Non me ne frega un cazzo di giudicarmi secondo una morale non mia, io so che ci si sente vivi, uno nel respiro dell'altro, e i cuori battono all'unisono, e sei urgente di dire e di condividere i silenzi allo stesso tempo.
E vivere non dovrebbe significare questo?
Quando è iniziato quell'inganno che ce lo ha fatto dimenticare?
E cosa c'è di più onesto, e proficuo, e meraviglioso, di sapere che a qualcuno scaldi l'anima, e quel qualcuno a te, senza rancori e senza dolori?
Io me la godo, va bene così, sono felice. Ecco.
Non ho ansie, non ho paure: so che sarà bello.
E mi sembra incredibile, e questo significa che ci hanno ingannati.
Essere felici sembra quasi una condizione impossibile.
Ma ogni tanto qualcuno si sveglia, e si accorge di poterlo essere.
Ah Ah, andate in culo. io me la godo.

Dedicato a te, che in questi giorni non mi esci dalla mente neanche per un istante.
Il 18 agosto dello scorso anno feci quel sogno nel quale "come ero fortunato, ad avere Sara".
Ecco, adesso ho l'esatta percezione di quella sensazione: come sono fortunato, ad avere te.
Ma stavolta è reale.
blaterato da ilsalta alle ore 00:20 | link | commenti
categorie: sogni, memoria, soliloqui, nonsibuttavianulla
sabato, 24 maggio 2008

E il tumulto del cielo ha sbagliato momento.



Amìala ch'â l'arìa amìa cum'â l'é
amiala cum'â l'aria ch'â l'è lê ch'â l'è lê
amiala cum'â l'aria amìa amia cum'â l'è
amiala ch'â l'arìa amia ch'â l'è lê ch'â l'è lê

Guardala che arriva guarda com'è com'è
guardala come arriva guarda che è lei che è lei
guardala come arriva guarda guarda com'è
guardala che arriva che è lei che è lei

nera che porta via che porta via la via
nera che non si vedeva da una vita intera così dolcenera nera
nera che picchia forte che butta giù le porte

nu l'è l'aegua ch'à fá baggiá
imbaggiâ imbaggiâ

Non è l'acqua che fa sbadigliare
(ma) chiudere porte e finestre chiudere porte e finestre

nera di malasorte che ammazza e passa oltre
nera come la sfortuna che si fa la tana dove non c'è luna luna
nera di falde amare che passano le bare

âtru da stramûâ
â nu n'á â nu n'á

Altro da traslocare
non ne ha non ne ha

ma la moglie di Anselmo non lo deve sapere
ché è venuta per me
è arrivata da un'ora
e l'amore ha l'amore come solo argomento

e il tumulto del cielo ha sbagliato momento
acqua che non si aspetta altro che benedetta
acqua che porta male sale dalle scale sale senza sale sale
acqua che spacca il monte che affonda terra e ponte

nu l'è l'aaegua de 'na rammâ
'n calabà 'n calabà

Non è l'acqua di un colpo di pioggia
(ma) un gran casino un gran casino

ma la moglie di Anselmo sta sognando del mare
quando ingorga gli anfratti si ritira e risale
e il lenzuolo si gonfia sul cavo dell'onda
e la lotta si fa scivolosa e profonda

amiala cum'â l'aria amìa cum'â l'è cum'â l'è
amiala cum'â l'aria amia ch'â l'è lê ch'â l'è lê

Guardala come arriva guarda com'è com'è
guardala come arriva guarda che è lei che è lei

acqua di spilli fitti dal cielo e dai soffitti
acqua per fotografie per cercare i complici da maledire
acqua che stringe i fianchi tonnara di passanti

âtru da camallâ
â nu n'à â nu n'à

Altro da mettersi in spalla
non ne ha non ne ha

oltre il muro dei vetri si risveglia la vita
che si prende per mano
a battaglia finita
come fa questo amore che dall'ansia di perdersi

ha avuto in un giorno la certezza di aversi
acqua che ha fatto sera che adesso si ritira
bassa sfila tra la gente come un innocente che non c'entra niente
fredda come un dolore Dolcenera senza cuore

atru de rebellâ
â nu n'à â nu n'à

Altro da trascinare
non ne ha non ne ha

e la moglie di Anselmo sente l'acqua che scende
dai vestiti incollati da ogni gelo di pelle
nel suo tram scollegato da ogni distanza
nel bel mezzo del tempo che adesso le avanza

così fu quell'amore dal mancato finale
così splendido e vero da potervi ingannare

Amìala ch'â l'arìa amìa cum'â l'é
amiala cum'â l'aria ch'â l'è lê ch'â l'è lê
amiala cum'â l'aria amìa amia cum'â l'è
amiala ch'â l'arìa amia ch'â l'è lê ch'â l'è lê

Guardala che arriva guarda com'è com'è
guardala come arriva guarda che è lei che è lei
guardala come arriva guarda guarda com'è
guardala che arriva che è lei che è lei