The Sun Is Burning, di Ian Campbell
Non mentirò dicendo di conoscere il sig. Campbell, e di poterne parlare. Ma del brano sì, che ne posso parlare. Lo conosco nella versione di Simon & Garfunkel, contenuta nel loro album d'esordio,
Wednesday Morning, 3 a.m.
Saranno vent'anni che ho ascoltato per la prima volta questo album. godendone, per la essenziale pulizia dei suoni acustici e il perfetto affiatamento delle due voci. All'epoca della sua realizzazione, la "svolta" elettrica di Dylan, e il suono "jingle jangle" delle Rickenbacker dei Byrds erano a un passo dall'arrivare. Simon & Garfunkel, nell'ottobre 1964, si stavano ancora attardando nei territori del folk acustico, e ci avrebbe pensato il produttore Tom Wilson, pochi mesi dopo, a elettrificare la base di
The Sound Of Silence, facendole fare il botto in classifica.
Questo album è sorprendente per diversi motivi. Per il perfetto affiatamento vocale del duo (godetevi la preistorica stereofonia con cui è stato realizzato: le due voci sono drasticamente separate sui 2 canali, se voleste imparare per bene i controcanti), e per l'intensità con cui i musicisti riescono a intessere atmosfere ricche e varie con pochi strumenti acustici (chitarre, contrabbasso, una spruzzata di banjo).
Ho amato molto questo disco, imparandone gli accordi e i testi, ma - come capita a volte ai ragazzini - trascurandone qualcuno. Di
The Sun Is Burning mi piaceva l'andamento morbido, l'atmosfera sonnolenta, placidamente cadenzata. Immaginavo raccontasse momenti pigramente bucolici, languidi, un po' a cavallo fra un
Meriggiare Pallido E Assorto di Montale e un
Giorno D'Estate di Guccini.
Con mia somma sorpresa, qualche anno fa mi sono imbattuto nel testo.
C'è sì il sole pigro che tramonta, ci sono sì i bambini che sanno che è ora di smettere di giocare e rincasare, ci sono anche i fidanzatini nel parco che aspettano che il sole scompaia all'orizzonte per amoreggiare approfittando del buio.
Ma, di colpo - e sottolineato da un improvvisa impennata nel volume delle voci cantanti: bum! il sole ha toccato l'orizzonte.
Ammantata in una letale nuvola a forma di fungo, arriva la morte con un lampo accecante, e tutto quel che lascia sono "relitti umani contorti e ciechi che si trascinano gridando di dolore".
Un contrasto impensabile con quello che la canzone sembrava preparare.
Un piccolo gioiello.
Qui trovate il testo, con la traduzione di
Riccardo Venturi.