Pygryzyalung

ci metto il grugno

Utente: ilsalta
per contattarmi
Profilo Facebook di Panurge DePanurgis

Commenti recenti

Partecipano

Foto recenti

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder




Contatore

visitato *loading* volte

Generatore di nomi di silvio: aggiornate la pagina!



martedì, 10 giugno 2008

Prove tecniche di fascismo



(Grazie a Cym per la segnalazione)
lunedì, 21 aprile 2008

Adottare un cane

La deliziosa Cym mi impone di linkare SOS Adozione Cani, e io obbedisco.
Iniziativa meritoria.
domenica, 23 marzo 2008

I Papponi

L'egregia Heva segnala Papponi di Stato.

"Un report scritto da Andrea Scaglia e Roberto Poletti. Roberto Poletti fu eletto deputato nel 2006 con i Verdi ed ora, da ex onorevole, racconta la sua esperienza politica svelando privilegi e assurdità del Palazzo."

Qui alcuni estratti, con i relativi link
blaterato da ilsalta alle ore 14:24 | link | commenti
categorie: fuffa, politica, giustizia, società, raccapriccio
venerdì, 28 settembre 2007

Spirito di corpo

Questo articolo de Il Giornale è  fantastico. Fantastico come esempio negativo, di come non dovrebbe essere il giornalismo.
("Vabbe', Il Giornale..." direte voi: avete ragione, ma ogni tanto è bene ribadire il perché delle cose, e poi io sono un po' morboso, a volte vado anche su ogrish).

Questo è il fatto:

«Mercenari al soldo dello straniero»: questa in soldoni l’accusa della procura di Bari sul reclutamento delle guardie private italiane, che nel 2004 partirono per l’Irak e anziché trovare un ingaggio furono rapiti dai tagliagole iracheni. [...]
L’ipotesi di reato è che «avevano proceduto all’arruolamento nel territorio dello Stato italiano e senza l’approvazione del governo (di quattro guardie private, ndr), affinché militassero in territorio iracheno in favore di forze armate straniere (anglo-americane, per la precisione), in concerto e in cooperazione con le medesime, in contrapposizione a gruppi armati stranieri».

Ok, la procura di Bari indaga.
Quella è l'ipotesi di reato, e a me pare che, se è un REATO (secondo l’articolo 288 del codice penale) l'arruolamento di guardie private senza l'approvazione del governo con lo scopo di spalleggiare forze armate straniere, l'indagine sia legittima.
Ma poi l'autore dell'articolo, tal Fausto Biloslavo, si scatena:

[...] Dare addosso agli ex ostaggi e fare aleggiare di nuovo su Quattrocchi la nomea di mercenario è in voga al tribunale di Bari. Nell’ottobre del 2004, nell’ambito dello stesso filone di indagini, il gip Giuseppe De Benedictis, su richiesta della procura, impose a Spinelli il divieto di espatrio. Scrisse di suo pugno che «Cupertino, Stefio, Agliana e Quattrocchi erano veri e propri fiancheggiatori delle forze della coalizione e questo spiega, se non giustifica, l’atteggiamento dei sequestratori nei loro confronti». Poi si arrampicò sugli specchi spiegando che c’era stato un problema di interpretazione e giurò di considerare Quattrocchi un eroe. [...]

Insomma, allude subdolamente a una presunta faziosità interpretativa del tribunale di Bari in toto ("dare addosso... è IN VOGA al tribunale di Bari), quando egli stesso si dimostra scorretto adoperando allusioni ben poco lusinghiere; poi attacca il GIP DeBenedictis con l'intento di farlo passare per un qualunquista, un mollaccione, un voltagabbana ("si arrampicò sugli specchi...giurò").
E tutto per cosa? Per difendere la Versione_Ufficiale®, alla quale dovete tutti credere obbligatoriamente, sennò sarete interdetti dai pubblici uffici (e ci avete anche la mamma troia): i mercenari, nel XXI secolo, si chiamano eroi. Aggiornatevi, baùscia! (da pronunciarsi con l'accento di Belpietro).
Ah, certo, dimenticavo: se si vìola la legge italiana per spalleggiare l'ALLEATO (si pronuncia iu-es-éi), non c'è reato.

Bell'articolo. Così il padrone è contento.
Un mercenario che ne difende degli altri.
martedì, 25 settembre 2007

Anniversari meno belli

Mi sento un po' a disagio ad accostare il lieto evento del salvataggio di Martina, di cui al post precedente, a una ricorrenza così triste... ma ci sono cose che vanno fatte. E soprattutto ricordate.
Due anni fa, il 25 settembre 2005, Federico Aldrovandi, un diciottenne per bene, pulito e incensurato di Ferrara, venne fermato, mentre rincasava passeggiando, da quattro agenti di polizia che lo massacrarono di botte* fino ad ucciderlo.

*Attenzione: immagine esplicita

I genitori, Lino e Patrizia, hanno dovuto combattere contro omertà, depistaggi, falsificazioni documentali, ostracismi a vari livelli degli apparati burocratici. L'apertura del blog intitolato alla memoria del figlio, nel gennaio 2006, è stata l'innesco di un passaparola che pian piano, a partire dalla comunità internettiana, ha sollevato clamore sul caso fino alla celebre interrogazione parlamentare con protagonista l'ex-ministro Giovanardi.
Si parla (quasi sempre a vanvera, secondo me) di cosiddetti eroismi di fronte alla morte di soldati, o di mercenari, che hanno fatto della guerra la propria vita. Anche quando si tenta di mascherare questa realtà dietro una cortina di artifici dialettici quali "polizia internazionale" o "missioni umanitarie".
Ecco, piuttosto che sapere "come muore un italiano", che ha scelto, in ultima analisi, di correre certi rischi, e di abbracciare un certo modus vivendi, io ritengo molto più importante l'esempio dei coniugi Aldrovandi.
La veramente eroica, titanica compostezza della signora Patrizia, che abbiamo avuto occasione di vedere e sentir parlare più volte, in TV o su internet.
Uno sguardo fiero, nel chiedere verità e giustizia.  Una serena fiducia nelle istituzioni, e nel senso della parola "legge", nonostante tutti i bastoni fra le ruote e le falsità che ha dovuto subire.
Questo è l'esempio del coraggio, della forza e della dignità con i quali sopravvive un italiano che non si vuole rassegnare alla vergogna di essere nato su questo suolo.
E mentre i signori Aldrovandi stanno ancora aspettando che la giustizia compia il suo percorso, non posso far altro che mandar loro un abbraccio virtuale.
venerdì, 21 settembre 2007

Non-Luogo

Ok, sono abbastanza d'accordo su molte cose che ha detto Pape riguardo Beppe Grillo e il recente V-Day col suo strascico di polemiche e discussioni.
Però beh... continuo a difendere le mie piccole idee, in contrasto con l'affermazione di Prodi secondo cui "i cittadini non sono migliori dei politici".
Da grandi poteri derivano grandi responsebilità, me l'ha insegnato l'Uomo Ragno.
E mi consola sapere che anche Carotenuto la pensi come me:

"[...] E quel ch'è chiaro come il sole, a qualunque italiano intellettualmente onesto, è che se qualcuno in questo paese vorrà convertire il parlamento in "un bivacco di manipoli" sarà colpa della casta e non dei cittadini incazzati. Possono sopravvivere qualche mese o qualche anno, ma il rancore popolare (purtroppo senza direzione politica, ma tant'è) sta montando.[...]"

Pessimismo della ragione, ottimismo della volontà. Utopia, appunto.
sabato, 15 settembre 2007

Fra LOL e signorsì la differenza salta agli occhi

Ho scoperto l'esistenza di questa cosa.
Non è tanto il concetto in sé, in fondo è una situazione abbastanza normale, in un certo contesto.
Ma è tutto il corollario delle conseguenze che comporta, a livello psicologico e umano: sentirsi rispondere, nel corso di una banale e informale chiacchierata sul più e sul meno "Yes Sir, i must obey your orders", è qualcosa di profondamente... contronatura? da far stringere il cuore.
blaterato da ilsalta alle ore 09:13 | link | commenti (3)
categorie: deliri, giustizia, ansia, soliloqui, raccapriccio
domenica, 09 settembre 2007

Uhm uhm... beh, pare che il V-Day abbia avuto successo, oltre le più rosee aspettative. Mi incoraggia, in qualche misura, la chiave di lettura di persone come il già citato Puk, che vedono in certe iniziative un segno di volontà, e di "potere" dela massa (che parole), nell'ottica dello scardinare un certo tipo di sistema politico.
Ma... e poi? Poi ci vuole che il sentimento dei più, per agire nella sostanza, diventi strumento politico, e beh... Il mio pessimismo congenito :-) mi richiama alla mente con prepotenza le parole del Poeta:

Certo bisogna farne di strada, da una ginnastica d'obbedienza, fino ad un gesto molto più umano che ti dia il senso della violenza; però bisogna farne altrettanta, per diventare così coglioni da non riuscire più a capire che non ci sono poteri buoni.

Nell'attesa che qualcuno mi convinca che "c'è un modo migliore", iniziative come quella di Beppe Grillo, se non altro, mi danno una misura della esasperazione di molti, e dell'esistenza di gente non ancora del tutto rimbecillita o demotivata dalla realtà in cui vive.
E' già qualcosa, no?
sabato, 08 settembre 2007

Qui viene riportato un bell'articolo di Marco Travaglio sul "caso" di Lirio Abbate.
In margine al V-Day, ma nemmeno troppo: la corruzione non è solo passare in giudicato, è un modo di pensare, è un modo di concepire la società, è il silenzio omertoso, è la condiscendenza colpevole.
blaterato da ilsalta alle ore 12:00 | link | commenti
categorie: memoria, giustizia, censura, società, ansia, raccapriccio
sabato, 28 luglio 2007

Avevo scritto un piccolo post con alcune considerazioni sulla vicenda, scoperta leggendo L'Isola Dei Lotofagi, della censura preventiva operata ai danni del blog di Piero Ricca.
Poi ho fatto casino con le schede di FireFox, e ho perso tutto, sicché vaffanculo al mondo intero.
Questo è il video di YouTube che non sono riusciti a eliminare, e questa è la petizione online, per quel che vale.
blaterato da ilsalta alle ore 12:40 | link | commenti (1)
categorie: memoria, media, giustizia, censura, società, raccapriccio, notiziacce