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sabato, 20 ottobre 2007

Brainstorming del terrore postmoderno

Sabato scorso, 13 ottobre, nella mia città si è svolta questa manifestazione.
Il problema è sentito, come si può notare da siti e risorse web come questa o quest'altra.
E sicuramente si può googlare un sacco di altro materiale, ci scommetto. Altre cose le ho scovate negli ultimi giorni.
E m'importa poco di sconfinare in una specie di grillismo d'accatto; mi premeva notare come sia inevitabile un'ostilità e una diffidenza della popolazione, quando viene meno il dialogo fra cittadini e istituzioni; quando le scelte cruciali vengono fatte a prescindere e in barba all'opinione della gente.
Tantopiù se pensiamo che fra Livorno e Pisa esiste già una raffineria Agip. e un allegro posticino chiamato Camp Darby, del quale da anni e anni si vociferano cose turche, quali quelle cui si accenna in questo link.
La gente si spaura.
Io non me la sento di darle troppo torto.

(Per correttezza, al link su Camp Darby ci sono arrivato attraverso un post del 26/01/2007 della squisita bubblegun)
martedì, 11 settembre 2007

Fottetevi, che in greco vuol dire "saggezza"

La riflessione quotidiana la mutuo da due pensieri(ni) altrui. Lo so, ho poche idee, ma in compenso non mie.
Il primo, ricordando un'intervista di diversi anni fa fatta al direttore del Vernacoliere, Mario Cardinali, che ai microfoni (mi pare) della pisana Canale50, affermava che "l'Uomo è un grandissimo pezzo di merda".
Il secondo, ascoltato dalla voce del buon Pio, che alcuni giorni fa mi leggeva delle poesie del mitico Bobo Rondelli, pubblicate in un libricino di non so quale editore: Il fallimento è lo stato di grazia dell'innocenza.
E per oggi abbiamo dato.
Andatevene tutti affanculo.
domenica, 29 aprile 2007

Quando c'era Nab

Alcuni giorni fa mi è tornato in mente Nab.
Nab è stato un personaggio magico, una trovata spensierata che ho avuto la fortuna di incontrare da ragazzino. Fu un'invenzione del parroco e del suo cognato, il signor Silvano, durante un campeggio a Vallombrosa quando io avrò avuto... boh, 10, forse 12 anni.
Silvano, con la faccia pitturata di nero, dietro un tavolo con le zampe coperte, indossava un poncho e teneva le mani in un paio di scarpe sul piano del tavolo. Matteo, nascosto dietro di lui, prestava le braccia a questo nano negro che ci raccontava le sue gesta, non ricordo in quale contesto e per quale scopo narrativo.
Eravamo tutti estasiati dalla cosa: dalla comicità di quelle due mani impertinenti e slegate dall'atteggiamento composto del loro "proprietario", che si intrufolavano nel suo naso e nelle orecchie; da quel viso familiare sotto la ceretta nera, ma soprattutto dall'"epifania" di rendersi conto che il magico, la sospensione dell'incredulità era lì, a portata di mano, bastava un poncho e un po' di colore in faccia.
E il giorno dopo, tutti a chiedergli "dai Silvano, ma eri tu Nab? Ammettilo, ammettilo!".
E quest'uomo buono, già padre di famiglia e lontano dal "rigore" di certi giovani catechisti ed educatori che mai avrebbero infranto la magia dell'illusione, confessò bonariamente e a mezza voce: "E' un gioco..."

Oggi l'ho incontrato, il signor Silvano, a fare la spesa al supermercato.
E le poche frasi di circostanza che la fretta ci ha permesso sono inevitabilmente e necessariamente confluite nel ricordo di sua figlia, mia coetanea, strappata pochi mesi fa al marito e a quattro figli da una malattia.
E questo post lo dedico alla sua memoria, e al signor Silvano, nonno coraggioso.


Cercando un alibi nel mistero, mi fermo un attimo e guardo il cielo:
c'è un buco fatto a forma di dio.
(Simone Cristicchi, 2007)
blaterato da ilsalta alle ore 02:46 | link | commenti (6)
categorie: eventi, memoria, corea, raccapriccio
lunedì, 09 aprile 2007

Dice: si farà un incontro sul tema giovani e anziani; ti viene in mente qualcosa?
...Qualcosa di meno specifico no?
Per esempio, la vita, l'universo, la società.

/me perplesso
blaterato da ilsalta alle ore 07:58 | link | commenti (2)
categorie: eventi, corea, ansia, puttanate invereconde
mercoledì, 07 febbraio 2007

Memoria

Dunque.
Sabato mattina sono stato intervistato dai ragazzi dell'associazione "Laderiva" per la sezione memorie del progetto corea cambia.
Sembra che il materiale sia un po' bloccato; di interviste pronte ce ne sono diverse, ma l'ultima pubblicata è tuttora quella al Prof. Cantù, del maggio 2005 (!)
E, insomma... rispetto a persone più preparate e anziane, per cui con una prospettiva d'insieme più ampia, quali il suddetto Prof., io ho avuto ben poco da aggiungere, mi sa.
Soprattutto per quanto riguarda una domanda semplice (o semplicistica) su un problema complesso: Corea in questi anni è cambiata: perché?
Al di là delle questioni tecnico-politiche dell'istruzione (la sperimentazione che muore, il provveditorato che non riconosce i giusti meriti a un'esperienza, fatemelo dire, rivoluzionaria); al di là dello spezzettamento del tessuto sociale causato da ristrutturazioni frammentarie, discontinue, disomogenee; al di là della scomparsa di "poli" sociali in cui far confluire le iniziative e le energie dei singoli...
Corea è cambiata nello stesso modo in cui è cambiato il resto dell'Italia.
E' cambiata di pari passo alla società che la contiene
E' cambiata man mano che il "libertà è partecipazione" del Signor G. veniva destituito del suo valore rivoluzionario e insostituibile.
Oggi i coreani sono chiusi nelle utilitarie in coda ai semafori, chiusi in casa davanti al PC, alla Playstation o alla TV come la maggior parte dei loro colleghi occidentali.
Si può provare a dare la colpa al centro commerciale, all'omologazione della moderna urbanistica, per provare a tratteggiare una specie di buffa "sociologia del vetrocemento", ma io credo che il busillis sia nella testa delle persone.
Nella trappola del consumismo.
Mi sono sentito sbruffoncello avendo l'opportunità di pronunciare la definizione "deriva individualistica" davanti a una telecamera, ma in fondo alla gola un accenno di magone stava in agguato.
Son cose.
blaterato da ilsalta alle ore 10:55 | link | commenti (13)
categorie: corea, società, nonsibuttavianulla
lunedì, 29 gennaio 2007

Sono stato interpellato per un'intervista legata alle "memorie" del mio quartiere all'interno del progetto  Corea Cambia.
Mi dovrò pettinare ammodino.
blaterato da ilsalta alle ore 17:24 | link | commenti
categorie: corea
martedì, 07 novembre 2006

Accendo la TV e c'è quella roba schifosa su canale 5, dei bimbi che saranno famosi, rinchiusi nella scuola per diventare coglioni televisivi.
Noto che c'è Karima, una ragazza con una grandissima voce, che più o meno dal 2000 è stata fagocitata dal capezzolo di vetro.
Me la ricordo, ancora illustre sconosciuta, quando cantò alla festa del mio quartiere che inaugurava la ristrutturazione. Con Pio che l'abbracciava e le augurava buona fortuna. E mi dispiace per lei. Mi dispiace pensare che forse crede di fare qualcosa di bello, in quella televisione tremendamente brutta.
blaterato da ilsalta alle ore 17:59 | link | commenti (2)
categorie: corea, raccapriccio
venerdì, 28 ottobre 2005

La signora Azzurra non ha tutti i torti; potrei anche scrivere un po'.
Non amo molto fare il criticone, e spesso un blog rischia di diventare una disamina spietata di quello che non ci va bene nel prossimo... questo è uno dei motivi che mi frenano. Non l'unico e non il più importante; la PIGRIZIA viene sicuramente prima :-)
Certo, una scrittura parodistica-surreale come quella di quel certo chinosky, o come si chiama (da linkare senz'altro, lo farò entro breve) o come personalità confusa sarebbe la soluzione ideale... ma non sempre mi viene, ecco. Poi rischierei di diventare una specie di clone, di farmi influenzare senza accorgermene, come De André con De Gregori ai tempi di "Volume 8"  - questa va sotto post modesti, categoria da aggiungere

Ho riguardato un po' i post vecchi e mi sono accorto di 2 cose:

1) A febbraio dicevo "non arriverò mai ai 24000 contatti di azzurra", e azzurra commentava "ma dai, è presto, spargi intanto la voce, e poi sappi che io e fry ci connettiamo spesso, e bariamo tanto". Bene, la situazione attuale è che nel tempo in cui io ho totalizzato 12000 contatti (barando tantissimo), loro ne hanno totalizzati 24000: il doppio. Beh, direte voi... sono in 2. Già. Non lamentiamoci. :-)

2) Nonostante i buoni propositi, del mio quartiere non ho poi parlato un gran ché, ancora. "Le cose più importanti sono le più difficili da dire; sono quelle che stanno vicine al vostro cuore segreto" diceva all'incirca Stephen King.
Allora: sul sito di "corea cambia" linkato lì a destra, nonostante sia ancora un po' povero di contenuti, ho trovato un'intervista molto gradevole e significativa al prof. Gabriele Cantù. Io non ce l'avevo, come insegnante, ma me lo ricordo come un tipo solare, sempre sorridente. Si occupava, fra le altre cose, del gruppo opzionale di vela. Questo è il link.
E visto che dice più cose, e meglio, di quello che potrei fare io, non ho altro da dire su questa faccenda, almeno per ora.
blaterato da ilsalta alle ore 14:35 | link | commenti
categorie: corea
lunedì, 28 marzo 2005

 Allora, dunque...
Affrontare il discorso della storia del quartiere Corea. Non per un motivo particolarmente nobile, non per atteggiarsi a gente illustre, eh.
E' che negli ultimi anni il quartiere sta cambiando radicalmente, e mi punge vaghezza di conservare qualche ricordo.
Il bel discorso organico e sistematicoTM lo lascio a quelli che ne sono in grado, a me torna più facile raccogliere frammenti sparsi, qua e là, quando si affacciano alla mente.
Mi sa che aggiungo la categoria COREA, oltre ai testi. Appena mi ricordo come cavolo ho fatto l'altra volta... cough cough...ehm...

I personaggi e gli avvenimenti di queste pagine non sono immaginari; Forse qualcuno non si riconoscerà o penserà che abbia travisato certe cose.Se è successo, l'ho fatto soltanto per la labilità della memoria e i filtri incerti della fantasia e dell'affetto.

( Francesco Guccini, Croniche Epafàniche )
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Inizio da vero pigro riciclando un breve articolo scritto nel 2002 dal mi' cugino Paolo.
Stateme 'bbuono
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Sogni e computer    

                                                                             
Ho sempre avuto sogni.
Da bambino sognavo di fantastici computer, allora era una parola magica.
Nel mondo ci saranno stati forse mille computer, grandi come appartamenti, con una potenza di calcolo totale inferiore ad un moderno personal computer.
Adesso sto scrivendo su un moderno pc, quel sogno è realtà.

Io vivo in un quartiere popolare, costruito nel dopoguerra con i soldi del piano Marshall.
Doveva essere una soluzione provvisoria, per dare un tetto agli sfollati e ai senza tetto (Livorno ha subito danni per il settanta per cento).
Come spesso succede in Italia, il provvisorio diventa la realtà di ogni giorno.
Però...
Quando sognavo di computer, nel mio quartiere le porte delle abitazioni erano aperte, le chiavi infilate nella toppa della serratura.
Le mamme preparavano merende ai bambini, non importava di chi fossero, e per carnevale c'erano i "cenci" e le frittelle.
Mamme dai grandi sorrisi scendevano le scale piene di vassoi ricolmi e noi bimbi accorrevamo per rimpinzarci di quei dolci semplici.
Le sere da primavera fino alla fine dell'estate, le donne prendevano le sedie e si disponevano al fresco per chiaccherare; noi bambini giocavamo a "rimpiattarello", inciampando in nubi di lucciole.
Quasi nessuno arrivava a fine mese senza fare debiti alle botteghe e io non ho mai avuto soldi in tasca.
Eppure...
Oggi sogno quegli anni così lontani, non nel tempo, ad occhi aperti velati di nostalgia.
Ho realizzato un sogno ma ho perso un mondo intero.

blaterato da ilsalta alle ore 17:17 | link | commenti (6)
categorie: corea