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martedì, 10 giugno 2008

Prove tecniche di fascismo



(Grazie a Cym per la segnalazione)
martedì, 15 gennaio 2008

Il Papa ha deciso di non andare alla Sapienza, e io ne sono contento.
Però poi mi rendo conto che questo fatto verrà strumentalizzato dai soliti baciapile. Inaccettabile intolleranza, la chiamano.
L'intolleranza di definire, civilmente,  incongruo un intervento.
La tolleranza dei cattolici, e dei siniostrorsi che leccano loro il culo (ormai lo stato laico è una barzelletta), invece, è quella di tollerare chi china il capo e si prostra agli interventi della chiesa, e dei suoi rappresentanti, in ogni ambito e in ogni aspetto della vita civile.
La democrazia di fare sempre come vuole la chiesa, senza mai un contrasto.
Eh beh.
L'inaccettabile intolleranza... che schifo.
blaterato da ilsalta alle ore 20:15 | link | commenti (2)
categorie: politica, eventi, deliri, memoria, censura, società, ansia, raccapriccio, notiziacce
sabato, 20 ottobre 2007

Brainstorming del terrore postmoderno

Sabato scorso, 13 ottobre, nella mia città si è svolta questa manifestazione.
Il problema è sentito, come si può notare da siti e risorse web come questa o quest'altra.
E sicuramente si può googlare un sacco di altro materiale, ci scommetto. Altre cose le ho scovate negli ultimi giorni.
E m'importa poco di sconfinare in una specie di grillismo d'accatto; mi premeva notare come sia inevitabile un'ostilità e una diffidenza della popolazione, quando viene meno il dialogo fra cittadini e istituzioni; quando le scelte cruciali vengono fatte a prescindere e in barba all'opinione della gente.
Tantopiù se pensiamo che fra Livorno e Pisa esiste già una raffineria Agip. e un allegro posticino chiamato Camp Darby, del quale da anni e anni si vociferano cose turche, quali quelle cui si accenna in questo link.
La gente si spaura.
Io non me la sento di darle troppo torto.

(Per correttezza, al link su Camp Darby ci sono arrivato attraverso un post del 26/01/2007 della squisita bubblegun)
venerdì, 19 ottobre 2007

Ancora bavagli?!?

Beppe Grillo su "La legge Levi-Prodi e la fine della Rete".
Mi auguro che, come altre volte, questa sparata sia destinata a dissolversi in una bolla di sapone,.E che non ne rimanga traccia, se non nel ricordo di un ulteriore esempio della pietosa incapacità dei nostri politicanti di adeguarsi e comprendere le modalità comunicative di una società in rapida evoluzione.
Sperém.
venerdì, 28 settembre 2007

Spirito di corpo

Questo articolo de Il Giornale è  fantastico. Fantastico come esempio negativo, di come non dovrebbe essere il giornalismo.
("Vabbe', Il Giornale..." direte voi: avete ragione, ma ogni tanto è bene ribadire il perché delle cose, e poi io sono un po' morboso, a volte vado anche su ogrish).

Questo è il fatto:

«Mercenari al soldo dello straniero»: questa in soldoni l’accusa della procura di Bari sul reclutamento delle guardie private italiane, che nel 2004 partirono per l’Irak e anziché trovare un ingaggio furono rapiti dai tagliagole iracheni. [...]
L’ipotesi di reato è che «avevano proceduto all’arruolamento nel territorio dello Stato italiano e senza l’approvazione del governo (di quattro guardie private, ndr), affinché militassero in territorio iracheno in favore di forze armate straniere (anglo-americane, per la precisione), in concerto e in cooperazione con le medesime, in contrapposizione a gruppi armati stranieri».

Ok, la procura di Bari indaga.
Quella è l'ipotesi di reato, e a me pare che, se è un REATO (secondo l’articolo 288 del codice penale) l'arruolamento di guardie private senza l'approvazione del governo con lo scopo di spalleggiare forze armate straniere, l'indagine sia legittima.
Ma poi l'autore dell'articolo, tal Fausto Biloslavo, si scatena:

[...] Dare addosso agli ex ostaggi e fare aleggiare di nuovo su Quattrocchi la nomea di mercenario è in voga al tribunale di Bari. Nell’ottobre del 2004, nell’ambito dello stesso filone di indagini, il gip Giuseppe De Benedictis, su richiesta della procura, impose a Spinelli il divieto di espatrio. Scrisse di suo pugno che «Cupertino, Stefio, Agliana e Quattrocchi erano veri e propri fiancheggiatori delle forze della coalizione e questo spiega, se non giustifica, l’atteggiamento dei sequestratori nei loro confronti». Poi si arrampicò sugli specchi spiegando che c’era stato un problema di interpretazione e giurò di considerare Quattrocchi un eroe. [...]

Insomma, allude subdolamente a una presunta faziosità interpretativa del tribunale di Bari in toto ("dare addosso... è IN VOGA al tribunale di Bari), quando egli stesso si dimostra scorretto adoperando allusioni ben poco lusinghiere; poi attacca il GIP DeBenedictis con l'intento di farlo passare per un qualunquista, un mollaccione, un voltagabbana ("si arrampicò sugli specchi...giurò").
E tutto per cosa? Per difendere la Versione_Ufficiale®, alla quale dovete tutti credere obbligatoriamente, sennò sarete interdetti dai pubblici uffici (e ci avete anche la mamma troia): i mercenari, nel XXI secolo, si chiamano eroi. Aggiornatevi, baùscia! (da pronunciarsi con l'accento di Belpietro).
Ah, certo, dimenticavo: se si vìola la legge italiana per spalleggiare l'ALLEATO (si pronuncia iu-es-éi), non c'è reato.

Bell'articolo. Così il padrone è contento.
Un mercenario che ne difende degli altri.
martedì, 25 settembre 2007

Anniversari meno belli

Mi sento un po' a disagio ad accostare il lieto evento del salvataggio di Martina, di cui al post precedente, a una ricorrenza così triste... ma ci sono cose che vanno fatte. E soprattutto ricordate.
Due anni fa, il 25 settembre 2005, Federico Aldrovandi, un diciottenne per bene, pulito e incensurato di Ferrara, venne fermato, mentre rincasava passeggiando, da quattro agenti di polizia che lo massacrarono di botte* fino ad ucciderlo.

*Attenzione: immagine esplicita

I genitori, Lino e Patrizia, hanno dovuto combattere contro omertà, depistaggi, falsificazioni documentali, ostracismi a vari livelli degli apparati burocratici. L'apertura del blog intitolato alla memoria del figlio, nel gennaio 2006, è stata l'innesco di un passaparola che pian piano, a partire dalla comunità internettiana, ha sollevato clamore sul caso fino alla celebre interrogazione parlamentare con protagonista l'ex-ministro Giovanardi.
Si parla (quasi sempre a vanvera, secondo me) di cosiddetti eroismi di fronte alla morte di soldati, o di mercenari, che hanno fatto della guerra la propria vita. Anche quando si tenta di mascherare questa realtà dietro una cortina di artifici dialettici quali "polizia internazionale" o "missioni umanitarie".
Ecco, piuttosto che sapere "come muore un italiano", che ha scelto, in ultima analisi, di correre certi rischi, e di abbracciare un certo modus vivendi, io ritengo molto più importante l'esempio dei coniugi Aldrovandi.
La veramente eroica, titanica compostezza della signora Patrizia, che abbiamo avuto occasione di vedere e sentir parlare più volte, in TV o su internet.
Uno sguardo fiero, nel chiedere verità e giustizia.  Una serena fiducia nelle istituzioni, e nel senso della parola "legge", nonostante tutti i bastoni fra le ruote e le falsità che ha dovuto subire.
Questo è l'esempio del coraggio, della forza e della dignità con i quali sopravvive un italiano che non si vuole rassegnare alla vergogna di essere nato su questo suolo.
E mentre i signori Aldrovandi stanno ancora aspettando che la giustizia compia il suo percorso, non posso far altro che mandar loro un abbraccio virtuale.
venerdì, 21 settembre 2007

Non-Luogo

Ok, sono abbastanza d'accordo su molte cose che ha detto Pape riguardo Beppe Grillo e il recente V-Day col suo strascico di polemiche e discussioni.
Però beh... continuo a difendere le mie piccole idee, in contrasto con l'affermazione di Prodi secondo cui "i cittadini non sono migliori dei politici".
Da grandi poteri derivano grandi responsebilità, me l'ha insegnato l'Uomo Ragno.
E mi consola sapere che anche Carotenuto la pensi come me:

"[...] E quel ch'è chiaro come il sole, a qualunque italiano intellettualmente onesto, è che se qualcuno in questo paese vorrà convertire il parlamento in "un bivacco di manipoli" sarà colpa della casta e non dei cittadini incazzati. Possono sopravvivere qualche mese o qualche anno, ma il rancore popolare (purtroppo senza direzione politica, ma tant'è) sta montando.[...]"

Pessimismo della ragione, ottimismo della volontà. Utopia, appunto.
domenica, 09 settembre 2007

Uhm uhm... beh, pare che il V-Day abbia avuto successo, oltre le più rosee aspettative. Mi incoraggia, in qualche misura, la chiave di lettura di persone come il già citato Puk, che vedono in certe iniziative un segno di volontà, e di "potere" dela massa (che parole), nell'ottica dello scardinare un certo tipo di sistema politico.
Ma... e poi? Poi ci vuole che il sentimento dei più, per agire nella sostanza, diventi strumento politico, e beh... Il mio pessimismo congenito :-) mi richiama alla mente con prepotenza le parole del Poeta:

Certo bisogna farne di strada, da una ginnastica d'obbedienza, fino ad un gesto molto più umano che ti dia il senso della violenza; però bisogna farne altrettanta, per diventare così coglioni da non riuscire più a capire che non ci sono poteri buoni.

Nell'attesa che qualcuno mi convinca che "c'è un modo migliore", iniziative come quella di Beppe Grillo, se non altro, mi danno una misura della esasperazione di molti, e dell'esistenza di gente non ancora del tutto rimbecillita o demotivata dalla realtà in cui vive.
E' già qualcosa, no?
sabato, 08 settembre 2007

Qui viene riportato un bell'articolo di Marco Travaglio sul "caso" di Lirio Abbate.
In margine al V-Day, ma nemmeno troppo: la corruzione non è solo passare in giudicato, è un modo di pensare, è un modo di concepire la società, è il silenzio omertoso, è la condiscendenza colpevole.
blaterato da ilsalta alle ore 12:00 | link | commenti
categorie: memoria, giustizia, censura, società, ansia, raccapriccio
martedì, 04 settembre 2007

Chi controlla i controllori? Wikiscanner.

Di Wikipedia se ne sente parlare in modi diversi; c'è chi - come me - la trova uno strumento utile e democratico, e chi ne biasima una presunta mancanza di "autorevolezza" dovuta alle sue caratteristiche di enciclopedia libera e aperta a tutti.
Non scenderò nel merito della (spinosa) questione; ognuno si faccia l'idea che vuole... anche se, va detto, Wikipedia ha i suoi strumenti di controllo e di revisione, e i suoi "paletti" per la verifica delle fonti, l'arginamento dei vandalismi sulle voci, e quant'altro.
In appoggio alla mia (e non solo mia) opinione postiva su questa gran bella invenzione arriva questa notizia, letta sul sempre pregevole blog di Paolo Attivisimo:

E' stato da poco rilasciato su Internet un servizio, Wikiscanner di Virgil Griffith, che permette a chiunque di identificare l'origine delle modifiche fatte alle voci dell'enciclopedia libera Wikipedia.
[...]
I potenti, o coloro che si credono tali, faranno quindi bene a non tentare di autoincensarsi su Wikipedia, perché i lettori, a differenza che in passato con gli altri media, possono controllare chi effettua o commissiona le modifiche. Internet cambia davvero le carte in tavola: i sorveglianti diventano sorvegliati.

Leggetevi tutto l'articolo, ne vengono fuori delle belle. A volte buffe, a volte un po' meno.
blaterato da ilsalta alle ore 04:36 | link | commenti (4)
categorie: media, censura, wikipedia, cybersocietÃ