Il fatto è che certe prigioni ce le costruiamo, e a sentirlo dire suona estremamente retorico, ma è la verità.
Ed è così illuminante, commovente, quasi, riscoprire come a volte sia facile fare quel gradino che nella nostra testa sembrava invalicabile, e scoprire che quel passo non era impossibile, e che le maglie che sembravano imprigionarti si frantumano come un niente.
E rivedi la realtà, ed è cangiante, caleidoscopica. E semplice, e pura.
Mamma mia, ne sei abbagliato.
Un refolo d'aria fresca che spazza via anni di polvere.
Quando ci si riconosce.
Quando non hai proprio voglia di credere che l'essere umano sia cattivo.
Ecco, la liberazione di qualcuno che, finalmente, ti riconosce, senza pretese, per come sei,
Da prendere così, come veniva, senza calcolare il resto.
(Qui ci andrebbero dei ringraziamenti... faccio conto di averceli scritti, eh?)