Penso a te e a noi due.
A quando torrenti in piena di parole inutili sembrano trascinarci via, e a come alla fine tu riesca sempre ad avere l'attimo di lucidità per aggrapparti a un appiglio e tendermi la mano.
E a quello che siamo, e a come (forse) è diverso da quello che immaginavamo da ragazzi, e al destino buffo che ci ha presentati.
Così sperduti fra tanta gente, insignificanti... così incapaci di mostrare agli altri - gli altri non le capiscono mai, questa cose - l'importanza irrinunciabile, e la meraviglia, e la potenza di essere noi.
E a come non sia giusto sentirmi addosso la spada di damocle delle mie disavventure fisiche, tu che hai le tue, e hai in ogni momento la gioia di dirmi le cose che sai, nel tuo modo insostituibile.
Forse da ragazzi ci credevamo eterni e invincibili.
Forse siamo io e te perché siamo, finalmente, adulti, disincantati, pronti a ricevere, semplicemente.
E non vorrei essere in nessun altro posto, e tu sei perfetta come sei.