Dentro un' auto scalcinata al margine di un campo,
un' autodemolizione ah ah ah,
dentro quest' auto abbandonata due ragazzi seduti
fitti fitti fitti fitti fanno conversazione.
La ragazza è carina, ha i capelli neri e corti,
lui ha una faccia da faina, furba e divertente,
si riparano dalla gente, lui la tiene stretta
e parlano parlano parlano a voce bassa e in fretta.
È bello ascoltare così la vita che striscia,
la vita strisciare adagio come un serpente annoiato,
baciarsi dieci volte senza paura in un minuto,
parlare di oggi, parlare d' amore, parlar di domani, toccarsi con le mani.
La vita è così vicina , ogni cosa è ancora da fare,
il futuro è verde e freddo, è profondo come il mare,
tentano di toccarlo con i loro piedi
prima di decidersi, decidersi a buttare.
Sei un topino bianco,
io io io,
io ti ho trasformata in angelo
con ali formidabili.
Tu lavavi e stiravi le camicie
e io seduto in un angolo fumavo...
Guardami ancora con amore,
lo so che sono vecchio,
lo so che ho già vent' anni...
ma lei risponde:
" Ti sposerei lo stesso!
io, io, io,
anche se ti ho sempre detto
" voglio andare a letto con un uomo "
ma non so cosa fare...
Tu mi dicevi
" Perchè non prendi me?"
Era un gioco,
io, io, io
lo so che era un gioco
e non so cosa fare,
perchè adesso non voglio
che stare qua a guardare e ascoltare"
Dall' alto piove una neve verde
portata dall'ombra della sera.
Scoppiano tre stelle all' improvviso,
enormi come un grande riflettore,
sopra l' auto scalcinata
al margine di un campo,
dentro un' auto in demolizione,
dove due ragazzi senza tempo
fanno l' amore...
Sai
nascono così
fiabe che vorrei
dentro tutti i sogni miei
e le racconterò
per volare in paradisi che non ho
e non è facile restare senza piu' fate da rapire
e non è facile giocare se tu manchi
aria come è dolce nell'aria
scivolare via dalla vita mia
aria respirami il silenzio
Non mi dire addio ma solleva il mondo
sì
portami con te
tra misteri di angeli
e sorrisi demoni
e li trasformerò
in coriandoli di luce tenera
e riuscirò sempre a fuggire dentro colori da scoprire
e riuscirò a sentire ancora quella musica
aria come è dolce nell'aria
scivolare via dalla vita mia
aria respirami il silenzio
non mi dire addio ma solleva il mondo
aria abbracciami
volerò
aria ritornerò nell'aria
che mi porta via dalla vita mia
aria mi lascerò nell'aria
aria com'è dolce nell'aria
scivolare via dalla vita mia
aria mi lascerò nell'aria
. . .diabolicamente ci si organizza,si fa una spesa fuori da ogni controllo razionale, ci si ritrova in quattro donne,in bilico perenne tra la bilancia (che personalmente evito da un decennio) e il mobiletto con gli stuzzichini kamikaze.
Potrei essere più brillante e dilungarmi sui particolari. . .ma l'unica sensazione che ho è quella di un allargarmi, per altro senza rimpianti.
In giardino il ciliegio è fiorito agli scoppi del nuovo sole,
il quartiere si è presto riempito di neve di pioppi e di parole.
All' una in punto si sente il suono acciottolante che fanno i piatti,
le TV son un rombo di tuono per l' indifferenza scostante dei gatti;
come vedi tutto è normale in questa inutile sarabanda,
ma nell' intreccio di vita uguale soffia il libeccio di una domanda,
punge il rovaio d' un dubbio eterno, un formicaio di cose andate,
di chi aspetta sempre l' inverno per desiderare una nuova estate...
Son tornate a sbocciare le strade, ideali ricami del mondo,
ci girano tronfie la figlia e la madre nel viso uguali e nel culo tondo,
in testa identiche, senza storia, sfidando tutto, senza confini,
frantumano un attimo quella boria grida di rondini e ragazzini;
come vedi tutto è consueto in questo ingorgo di vita e morte,
ma mi rattristo, io sono lieto di questa pista di voglia e sorte,
di questa rete troppo smagliata, di queste mete lì da sognare,
di questa sete mai appagata, di chi starnazza e non vuol volare...
Appassiscono piano le rose, spuntano a grappi i frutti del melo,
le nuvole in alto van silenziose negli strappi cobalto del cielo.
Io sdraiato sull' erba verde fantastico piano sul mio passato,
ma l' età all' improvviso disperde quel che credevo e non sono stato;
come senti tutto va liscio in questo mondo senza patemi,
in questa vista presa di striscio, di svolgimento corretto ai temi,
dei miei entusiasmi durati poco, dei tanti chiasmi filosofanti,
di storie tragiche nate per gioco, troppo vicine o troppo distanti...
Ma il tempo, il tempo chi me lo rende? Chi mi dà indietro quelle stagioni
di vetro e sabbia, chi mi riprende la rabbia e il gesto, donne e canzoni,
gli amici persi, i libri mangiati, la gioia piana degli appetiti,
l' arsura sana degli assetati, la fede cieca in poveri miti?
Come vedi tutto è usuale, solo che il tempo stringe la borsa
e c'è il sospetto che sia triviale l' affanno e l' ansimo dopo una corsa,
l' ansia volgare del giorno dopo, la fine triste della partita,
il lento scorrere senza uno scopo di questa cosa che chiami... vita.
Sabato scorso, 13 ottobre, nella mia città si è svolta questa manifestazione.
Il problema è sentito, come si può notare da siti e risorse web come questa o quest'altra.
E sicuramente si può googlare un sacco di altro materiale, ci scommetto. Altre cose le ho scovate negli ultimi giorni.
E m'importa poco di sconfinare in una specie di grillismo d'accatto; mi premeva notare come sia inevitabile un'ostilità e una diffidenza della popolazione, quando viene meno il dialogo fra cittadini e istituzioni; quando le scelte cruciali vengono fatte a prescindere e in barba all'opinione della gente.
Tantopiù se pensiamo che fra Livorno e Pisa esiste già una raffineria Agip. e un allegro posticino chiamato Camp Darby, del quale da anni e anni si vociferano cose turche, quali quelle cui si accenna in questo link.
La gente si spaura.
Io non me la sento di darle troppo torto.
(Per correttezza, al link su Camp Darby ci sono arrivato attraverso un post del 26/01/2007 della squisita bubblegun)
Beppe Grillo su "La legge Levi-Prodi e la fine della Rete".
Mi auguro che, come altre volte, questa sparata sia destinata a dissolversi in una bolla di sapone,.E che non ne rimanga traccia, se non nel ricordo di un ulteriore esempio della pietosa incapacità dei nostri politicanti di adeguarsi e comprendere le modalità comunicative di una società in rapida evoluzione.
Sperém.