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sabato, 29 settembre 2007

Bella ragazza, begli occhi, bel cuore,
bello sguardo da incrociare,
sarebbe bello una sera doverti riaccompagnare.

Accompagnarti per certi angoli del presente,
che fortunatamente diventeranno curve nella memoria.
Quando domani ci accorgeremo che non ritorna mai più niente,
ma finalmente accetteremo il fatto come una vittoria.

Perciò partiamo, partiamo che il tempo è tutto da bere,
e non guardiamo in faccia a nessuno che nessuno ci guarderà.
Beviamo tutto, sentiamo il gusto del fondo del bicchiere
e partiamo, partiamo, non vedi che siamo partiti già?

blaterato da ilsalta alle ore 10:03 | link | commenti (3)
categorie: testi, eventi, sogni, deliri, soliloqui
venerdì, 28 settembre 2007

Due

Quando saremo due,
saremo veglia e sonno,
affonderemo nella stessa polpa
come il dente di latte e il suo secondo,
saremo due
come sono le acque, le dolci e le salate,
come i cieli, del giorno e della notte,
due come i tempi del battito,
i colpi del respiro.

Quando saremo due,
non avremo metà
saremo un due che non si può dividere con niente.

Quando saremo due,
nessuno sarà uno, uno sarà uguale di nessuno
E l’unità consisterà nel due.

Quando saremo due,
cambierà nome pure l’universo
diventerà diverso.

(Erri De Luca)
blaterato da ilsalta alle ore 20:19 | link | commenti (2)
categorie: poesie

Visitine ansiogene

Cinque minuti dopo aver pubblicato il post precedente, pygryzya ha ricevuto questa visita:

carabinieri

... paura.
blaterato da ilsalta alle ore 09:58 | link | commenti (5)
categorie:

Spirito di corpo

Questo articolo de Il Giornale è  fantastico. Fantastico come esempio negativo, di come non dovrebbe essere il giornalismo.
("Vabbe', Il Giornale..." direte voi: avete ragione, ma ogni tanto è bene ribadire il perché delle cose, e poi io sono un po' morboso, a volte vado anche su ogrish).

Questo è il fatto:

«Mercenari al soldo dello straniero»: questa in soldoni l’accusa della procura di Bari sul reclutamento delle guardie private italiane, che nel 2004 partirono per l’Irak e anziché trovare un ingaggio furono rapiti dai tagliagole iracheni. [...]
L’ipotesi di reato è che «avevano proceduto all’arruolamento nel territorio dello Stato italiano e senza l’approvazione del governo (di quattro guardie private, ndr), affinché militassero in territorio iracheno in favore di forze armate straniere (anglo-americane, per la precisione), in concerto e in cooperazione con le medesime, in contrapposizione a gruppi armati stranieri».

Ok, la procura di Bari indaga.
Quella è l'ipotesi di reato, e a me pare che, se è un REATO (secondo l’articolo 288 del codice penale) l'arruolamento di guardie private senza l'approvazione del governo con lo scopo di spalleggiare forze armate straniere, l'indagine sia legittima.
Ma poi l'autore dell'articolo, tal Fausto Biloslavo, si scatena:

[...] Dare addosso agli ex ostaggi e fare aleggiare di nuovo su Quattrocchi la nomea di mercenario è in voga al tribunale di Bari. Nell’ottobre del 2004, nell’ambito dello stesso filone di indagini, il gip Giuseppe De Benedictis, su richiesta della procura, impose a Spinelli il divieto di espatrio. Scrisse di suo pugno che «Cupertino, Stefio, Agliana e Quattrocchi erano veri e propri fiancheggiatori delle forze della coalizione e questo spiega, se non giustifica, l’atteggiamento dei sequestratori nei loro confronti». Poi si arrampicò sugli specchi spiegando che c’era stato un problema di interpretazione e giurò di considerare Quattrocchi un eroe. [...]

Insomma, allude subdolamente a una presunta faziosità interpretativa del tribunale di Bari in toto ("dare addosso... è IN VOGA al tribunale di Bari), quando egli stesso si dimostra scorretto adoperando allusioni ben poco lusinghiere; poi attacca il GIP DeBenedictis con l'intento di farlo passare per un qualunquista, un mollaccione, un voltagabbana ("si arrampicò sugli specchi...giurò").
E tutto per cosa? Per difendere la Versione_Ufficiale®, alla quale dovete tutti credere obbligatoriamente, sennò sarete interdetti dai pubblici uffici (e ci avete anche la mamma troia): i mercenari, nel XXI secolo, si chiamano eroi. Aggiornatevi, baùscia! (da pronunciarsi con l'accento di Belpietro).
Ah, certo, dimenticavo: se si vìola la legge italiana per spalleggiare l'ALLEATO (si pronuncia iu-es-éi), non c'è reato.

Bell'articolo. Così il padrone è contento.
Un mercenario che ne difende degli altri.
martedì, 25 settembre 2007

Anniversari meno belli

Mi sento un po' a disagio ad accostare il lieto evento del salvataggio di Martina, di cui al post precedente, a una ricorrenza così triste... ma ci sono cose che vanno fatte. E soprattutto ricordate.
Due anni fa, il 25 settembre 2005, Federico Aldrovandi, un diciottenne per bene, pulito e incensurato di Ferrara, venne fermato, mentre rincasava passeggiando, da quattro agenti di polizia che lo massacrarono di botte* fino ad ucciderlo.

*Attenzione: immagine esplicita

I genitori, Lino e Patrizia, hanno dovuto combattere contro omertà, depistaggi, falsificazioni documentali, ostracismi a vari livelli degli apparati burocratici. L'apertura del blog intitolato alla memoria del figlio, nel gennaio 2006, è stata l'innesco di un passaparola che pian piano, a partire dalla comunità internettiana, ha sollevato clamore sul caso fino alla celebre interrogazione parlamentare con protagonista l'ex-ministro Giovanardi.
Si parla (quasi sempre a vanvera, secondo me) di cosiddetti eroismi di fronte alla morte di soldati, o di mercenari, che hanno fatto della guerra la propria vita. Anche quando si tenta di mascherare questa realtà dietro una cortina di artifici dialettici quali "polizia internazionale" o "missioni umanitarie".
Ecco, piuttosto che sapere "come muore un italiano", che ha scelto, in ultima analisi, di correre certi rischi, e di abbracciare un certo modus vivendi, io ritengo molto più importante l'esempio dei coniugi Aldrovandi.
La veramente eroica, titanica compostezza della signora Patrizia, che abbiamo avuto occasione di vedere e sentir parlare più volte, in TV o su internet.
Uno sguardo fiero, nel chiedere verità e giustizia.  Una serena fiducia nelle istituzioni, e nel senso della parola "legge", nonostante tutti i bastoni fra le ruote e le falsità che ha dovuto subire.
Questo è l'esempio del coraggio, della forza e della dignità con i quali sopravvive un italiano che non si vuole rassegnare alla vergogna di essere nato su questo suolo.
E mentre i signori Aldrovandi stanno ancora aspettando che la giustizia compia il suo percorso, non posso far altro che mandar loro un abbraccio virtuale.
lunedì, 24 settembre 2007

Anniversari belli

Due anni fa, il 24 settembre 2005, ho raccolto Martina per strada. Ed era così:

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Adesso (beh, non proprio adesso, visto che in questi giorni non sono riuscito a farle una foto decente; questa è del giugno scorso) è più o meno così:

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blaterato da ilsalta alle ore 20:15 | link | commenti (4)
categorie: eventi, gatti, memoria
domenica, 23 settembre 2007

Secondo me non mi somiglia

...Checché tu ne dica, io non ho il becco. E non porto cicii di lana.

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Cose VERAMENTE belle

Nella mia infinita ignoranza, a volte ho pensato "peccato che S.R. Vaughan e Jeff Healey non abbiano mai potuto duettare..."
E invece, guardampo': sbagliavo.

blaterato da ilsalta alle ore 13:03 | link | commenti
categorie: musica, eventi, memoria, leggende, chitarristi
venerdì, 21 settembre 2007

Non-Luogo

Ok, sono abbastanza d'accordo su molte cose che ha detto Pape riguardo Beppe Grillo e il recente V-Day col suo strascico di polemiche e discussioni.
Però beh... continuo a difendere le mie piccole idee, in contrasto con l'affermazione di Prodi secondo cui "i cittadini non sono migliori dei politici".
Da grandi poteri derivano grandi responsebilità, me l'ha insegnato l'Uomo Ragno.
E mi consola sapere che anche Carotenuto la pensi come me:

"[...] E quel ch'è chiaro come il sole, a qualunque italiano intellettualmente onesto, è che se qualcuno in questo paese vorrà convertire il parlamento in "un bivacco di manipoli" sarà colpa della casta e non dei cittadini incazzati. Possono sopravvivere qualche mese o qualche anno, ma il rancore popolare (purtroppo senza direzione politica, ma tant'è) sta montando.[...]"

Pessimismo della ragione, ottimismo della volontà. Utopia, appunto.
mercoledì, 19 settembre 2007

Cos'è il Genio

Cominciamo col dire cosa si intende per "bot" in una chat.
Un bot è un'applicazione che lavora lato client, per quel che ne so, e - presentandosi all'apparenza come un qualsiasi altro utente/nick, sta nella chat essenzialmente per svolgere dei compiti. Che possono essere disparati: fornire notizie, giochi, oroscopi, oppure monitorare l'attività della chat stessa, espellere i disturbatori, e molte altre cose.
Va da sé che rientri fra le possibilità di queste applicazioni anche il "saper" rispondere a degli input di tipo linguistico-lessicale, o produrre frasi in modo autonomo, pescandole da un proprio database.
Se il programmatore è particolarmente spiritoso, gli esiti del suo lavoro arrivano a essere esilaranti.
Io sono letteralmente innamorato di Botthenia, un bot che risiede su diversi canali irc, quali ad esempio #sesso, che - capirete - offrono non pochi spunti goliardici.
Botthenia stuzzica molto la curiosità degli avventori, con le sue frasi sconclusionate e assolutamente fuori contesto; per cui accade che in non pochi (ignari della sua vera natura) la contattino in privato, per cercare di abbordarla.
Con esiti che spassosi è dir poco.
Botthenia, in automatico, posta i log (le "registrazioni") delle chattate private sul "proprio" blog.
Ladies and gentlemen, Il Blog Di Botthenia.
blaterato da ilsalta alle ore 15:00 | link | commenti (5)
categorie: deliri, blog, puttanate invereconde, cybersocietÃ