COME METTERE I PUNTINI DI SOSPENSIONE
In "Come riconoscere un film porno" si è detto che per distinguere un film pornografico da un film che semplicemente rappresenti vicende erotiche, basta stabilire se, per andare da un posto all'altro in macchina, i personaggi ci mettono più tempo di quanto lo spettatore desideri e la vicenda richieda. Un pari criterio scientifico può servire a distinguere lo scrittore professionista dallo scrittore della domenica (che può anche diventare famoso). Si tratta dell'uso dei puntini in mezzo alla frase.
Gli scrittori usano i puntini di sospensione solo alla fine della frase per indicare che il discorso potrebbe continuare ("e su questo argomento ci sarebbe ancora da dire, ma..."), e nel mezzo della frase o tra frasi quando si vuole segnalare la frammentarietà del testo ("Quel ramo del lago di Como... vien, quasi a un tratto, a ristringersi"). I non-scrittori usano i puntini per farsi perdonare una figura retorica, che giudicano troppo azzardata: "Era infuriato come... un toro."
Lo scrittore è qualcuno che ha deciso di condurre il linguaggio oltre i suoi confini, e perciò si assume la responsabilità di una metafora anche ardita: "Prodigio tal non rimirò natura: bagnar coi soli e rasciugar coi fiumi." Siamo tutti d'accordo che in questo distico l'Artale esagera, da buon barocco, ma almeno non ha tirato il sasso e nascosto la mano. Invece il non-scrittore scriverebbe: "Bagnar... coi soli e rasciugar... coi fiumi", come per dire "sto naturalmente scherzando".
Lo scrittore scrive per gli scrittori, il non-scrittore scrive per il vicino di pianerottolo o per il direttore delle poste locali, e teme (spesso erroneamente) che essi non comprenderebbero o che comunque non perdonerebbero la sua arditezza. Usa i puntini come lasciapassare: vuole fare la rivoluzione, ma con l'autorizzazione dei carabinieri.
Quanto siano sciagurati i puntini ce lo dice questa modesta serie di variazioni che raccontano che cosa sarebbe accaduto alla nostra letteratura se gli scrittori fossero stati timidi.
"Sao ko kelle terre, per kelle fini que ki contene trenta anni le possette... parte Sancii Benedicti."
"Laudato si', mi' signore, per... sora luna e le stelle."
"Come a la selva... augello in la verdura."
"S'i fosse... foco, arderei 'l mondo."
"Nel mezzo... del cammin di nostra vita."
"Santissimo e carissimo e... dolcissimo padre in Cristo dolce... Gesù."
"Qual sulle trecce bionde ch'... oro forbito e... perle, eran quel dì a vederle."
"Era questo frate Cipolla di persona piccolo, di pelo rosso e lieto nel viso e il miglior... brigante del mondo."
E via via, sino a "L'anno... moriva, assai dolcemente" e "Io ero, quell'inverno, in preda ad... astratti furori".
E pazienza per la brutta figura che quei Grandi avrebbero fatto. Ma si noti che l'inserzione dei puntini, esprimendo timore per l'arditezza del parlar figurato, può anche essere usata per indurre al sospetto che sia figura retorica un'espressione che pare pianamente letterale. Facciamo un esempio. Il Manifesto dei comunisti del 1848 inizia, come è noto, con "Uno spettro si aggira per l'Europa", e ammetterete che è un gran bell'incipit. Pazienza se Marx ed Engels avessero scritto "Uno... spettro si aggira per l'Europa", semplicemente avrebbero messo in dubbio che il comunismo fosse cosa così terribile e imprendibile, forse la rivoluzione russa sarebbe stata anticipata di cinquant'anni, magari col beneplacito dello zar, e ci avrebbe partecipato anche Mazzini.
Ma se avessero scritto "Uno spettro si... aggira per l'Europa"? Allora non si aggira? Sta? E dove sta? O è che gli spettri, spettri essendo, appaiono e scompaiono di colpo, in un battibaleno, e non perdon tempo ad aggirarsi? Ma non finisce qui. E se avessero scritto "Uno spettro si aggira... per l'Europa"? Avrebbero voluto dire che stavano esagerando, che lo spettro cara grazia se circolava per Treviri, e gli altri potevano stare ancora tranquilli? O avrebbero alluso al fatto che lo spettro del comunismo già stava ossessionando anche le Americhe e, vedessi mai, l'Australia?
"Essere o... non essere, questo è il problema", "Essere o non essere, questo è... il problema", "Essere o non... essere, questo è il problema..." Vedete quanto per la critica shakespeariana ci sarebbe stato da lavorare sulle intenzioni recondite del Bardo.
"L'Italia è una repubblica fondata... sul lavoro (eh!)"
"L'Italia è, diciamo, una... repubblica fondata sul lavoro"
"L'Italia è una repubblica... fondata (???) sul lavoro"
"L'... Italia (se ci fosse) sarebbe una repubblica fondata sul lavoro"
L'Italia è una repubblica fondata sui puntini di sospensione.
(Umberto Eco, 1991)