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venerdì, 30 marzo 2007

Certe volte è fuori luogo l'alterigia con cui si pensa ai credenti: magari dietro a quelle esortazioni al farsi "condurre alla vita eterna" c'è più di quanto si sospetti.
E' la pretesa di veder mantenere i patti, è la volontà di riscuotere il dovuto.
Chi o cosa strappa alla vita senza indulgenza, toglie la dignità,  fa scempio della carne dei suoi figli, è in debito. E la liturgia ha qualcosa della protesta di piazza, i fedeli sono lì a sincerarsi che tutto vada come promesso, la pace arrivi, e nessuno imbrogli.
blaterato da ilsalta alle ore 19:36 | link | commenti (11)
categorie:

Survival

Sunshine is creeping in
And somewhere in a field a life begins
An egg too proud to rape
The beginning of a shape of things to come
That starts the run
Life has begu
Fly fast the gun

The mother flew too late
And life within the egg was left to fate
Not really knowing how
The world outside would take it when it came
And lifes the same
For things we aim
Are we to blame?

Dont doubt the fact theres life within you

Yesterdays endings will tomorrow life give you
All that dies
Dies for a reason
To put its strength into the seasons
Survival,
Survival
They take away and they give
The livings right to live (its all that we need to give)
The livings right to know

The egg breaks all is out
The crawling bird begins to scream and shout
Where is the parent bird?
A loneliness arose and heard its name ring in
For lives, begin
Survival win
Survival sin

So soon the evening comes
And with it runs the aching fear of hate
Could someone still remain
Who thinks he still could gain by escaping fate?
Its much too late
Dont underrate
Appreciate

Dont doubt the fact theres life within you
Yesterdays endings will tomorrow life give you
All that dies
Dies for a reason
To put its strength into the seasons
Survival,
Survival
They take away and they give
The livings right to live (its all that we need to give)
The livings right to know

Survival,
Survival
They take away and they give
The livings right to live (its all that we need to give)
The livings right to know (its all that we have to show)
And were all going (and were all going )
And were all going (and were all going )
And were all going somewhere

(Jon Anderson - Yes, 1969)
blaterato da ilsalta alle ore 14:06 | link | commenti
categorie: testi
mercoledì, 28 marzo 2007

Tutti perdenti

Perde l'Unione, che ha bisogno dei voti dell'UDC e dei senatori a vita.
Perde la casa delle libertà, smascherata nello squallido gioco dello sfruttamento delle questioni "umanitarie" a fini di equilibrismi politici.
Perde il nano: arringare la piazza sulla questione afghana alla manifestazione milanese per la sicurezza non ha funzionato. Ohibò, cominceranno mica a capire il giochetto? Cribbio, bisogna inventare qualcos'altro.
Perdono soprattutto gli elettori, imprigionati nella trappola di veder votare un decreto contrario alle istanze per le quali in molti si erano recati al voto.

E io mi dico "non può essere vero", e loro dicono "non è più vero niente".

(E grazie a Kurtz per avermi rammentato, qualche giorno fa, Cercando un altro Egitto)
blaterato da ilsalta alle ore 18:33 | link | commenti (4)
categorie: società, raccapriccio, notiziacce
martedì, 27 marzo 2007


I am
p

Everyone loves pi

_

what number are you?

this quiz by orsa
blaterato da ilsalta alle ore 17:02 | link | commenti (3)
categorie: fuffa, eventi, puttanate invereconde

Ottocento

Cantami di questo tempo
l’astio e il malcontento
di chi è sottovento
e non vuol sentir l’odore
di questo motor
che ci porta avanti
quasi tutti quanti
maschi , femmine e cantanti
su un tappeto di contanti
nel cielo blu

Figlia della mia famiglia
sei la meraviglia
già matura e ancora pura
come la verdura di papà

Figlio bello e audace
bronzo di Versace
figlio sempre più capace
di giocare in borsa
di stuprare in corsa  e tu
moglie dalle larghe maglie
dalle molte voglie
esperta di anticaglie
scatole d’argento ti regalerò

Ottocento
Novecento
Millecinquecento scatole d’argento
fine Settecento ti regalerò

Quanti pezzi di ricambio
quante meraviglie
quanti articoli di scambio
quante belle figlie da sposar
e quante belle valvole e pistoni
fegati e polmoni
e quante belle biglie a rotolar
e quante belle triglie nel mar

Figlio figlio
povero figlio
eri bello bianco e vermiglio
quale intruglio ti ha perduto nel Naviglio
figlio figlio
unico sbaglio
annegato come un coniglio
per ferirmi, pugnalarmi nell’orgoglio
a me a me
che ti trattavo come un figlio
povero me
domani andrà meglio

Ein klein pinzimonie
wunder matrimonie
krauten und erbeeren
und patellen und arsellen
fischen Zanzibar
und einige krapfen
frùer vor schlafen
und erwachen mit walzer
und Alka-Seltzer fùr
dimenticar

Quanti pezzi di ricambio
quante meraviglie
quanti articoli di scambio
quante belle figlie da sposar
e quante belle valvole e pistoni
fegati e polmoni
e quante belle biglie a rotolar
e quante belle triglie nel mar.

(Fabrizio De André, 1990)
blaterato da ilsalta alle ore 12:58 | link | commenti
categorie: testi, società

Delle volte il mio cervello mi fa un po' impressione, perché lavora per conto proprio e a mia insaputa.
Un paio di sere fa, nella chat di misteri, c'era Uppe che leggeva il blog di David Byrne, e ha trovato l'espressione "roly-poly" (ciccione). Non sapevo che volesse dire "ciccione", ma sapevo di averla sentita da qualche parte: chissà dove. Vabbe'.
Stamani mi sono svegliato, e avevo una gran voglia di ascoltare "Graceland" di Paul Simon.
E' vero che, nonostante di dischi ne abbia un certo numero, tendo spesso a riascoltare cose familiari, un po' per affetto e un po' per pigrizia, visto che molti sono archiviati in formato compresso su supporti numerati, e non ho voglia di sfogliare l'archivio.
Però di album in formato cd-audio a portata di mano ne ho comunque alcune centinaia.
Nonostante questo, stamani mi stuzzicava proprio Graceland, album che sento da vent'anni e passa, straconosciuto, sempre piacevole, sicché la voglia di riascoltarlo non mi è sembrata sospetta.
Finché, arrivato al brano 5, You Can Call Me Al, non ho fatto caso a un verso che sinceramente non ricordavo:

He ducked back down the alley
With some roly-poly little bat-faced girl

Secondo me non è stato un caso: il mio subconscio, che sapeva di aver già sentito quell'espressione, ha lavorato per rintracciarla e stamani l'eco della ritmica di quel verso è riaffiorata dall'inconscio portando con sé l'attrazione per il brano.
Buffo.
blaterato da ilsalta alle ore 10:43 | link | commenti (2)
categorie:
venerdì, 16 marzo 2007

La metafora di Bisanzio Capitale e Impero è affascinante; vive molto dopo la nostra civiltà in pieno Medio Evo, eppure l'occidente barbarico è il futuro, e Bisanzio un morente destinato a finire. Mi sembra Bisanzio come New York oggi, e noi come il vecchio  Filemazio,  a cavallo  di  due  epoche, un po'nostalgici di un passato che sta scomparendo e incerti e spaventati per un futuro che non possiamo capire.

GUCCINI, a cura di Massimo Bernardini, Muzzio 1987



Anche questa sera la luna è sorta
affogata in un colore troppo rosso e vago,
Vespero non si vede, si è offuscata,
la punta dello stilo si è spezzata.
Che oroscopo puoi trarre questa sera, Mago?

Io Filemazio, protomedico, matematico, astronomo, forse saggio,
ridotto come un cieco a brancicare attorno,
non ho la conoscenza od il coraggio
per fare quest' oroscopo, per divinar responso,
e resto qui a aspettare che ritorni giorno

e devo dire, devo dire, che sono forse troppo vecchio per capire,
che ho perso la mia mente in chissà quale abuso, od ozio,
ma stan mutando gli astri nelle notti d' equinozio.
O forse io, forse io, ho sottovalutato questo nuovo dio.
Lo leggo in me e nei segni che qualcosa sta cambiando,
ma è un debole presagio che non dice come e quando...

Me ne andavo l' altra sera, quasi inconsciamente,
giù al porto a Bosphoreion là dove si perde
la terra dentro al mare fino quasi al niente
e poi ritorna terra e non è più occidente:
che importa a questo mare essere azzurro o verde?

Sentivo i canti osceni degli avvinazzati,
di gente dallo sguardo pitturato e vuoto...
ippodromo, bordello e nordici soldati,
Romani e Greci urlate dove siete andati...
Sentivo bestemmiare in Alamanno e in Goto...

Città assurda, città strana di questo imperatore sposo di puttana,
di plebi smisurate, labirinti ed empietà,
di barbari che forse sanno già la verità,
di filosofi e di eteree, sospesa tra due mondi, e tra due ere...
Fortuna e età han deciso per un giorno non lontano,
o il fato chiederebbe che scegliesse la mia mano, ma...

Bisanzio è forse solo un simbolo insondabile,
segreto e ambiguo come questa vita,
Bisanzio è un mito che non mi è consueto,
Bisanzio è un sogno che si fa incompleto,
Bisanzio forse non è mai esistita
e ancora ignoro e un' altra notte è andata,
Lucifero è già sorto, e si alza un po' di vento,
c'è freddo sulla torre o è l' età mia malata,
confondo vita e morte e non so chi è passata...
mi copro col mantello il capo e più non sento,
e mi addormento, mi addormento, mi addormento...

(Francesco Guccini, 1981)
blaterato da ilsalta alle ore 17:11 | link | commenti (2)
categorie: testi, società
mercoledì, 14 marzo 2007

Fardòpoli & tempi bui

Lo ammetto, sono un po' invidioso. Ma non è solo quello, è che mi sento in qualche modo tradito, imbrogliato.
Per chi è stato educato, e ci crede(va), con certi valori, vedere e sentire certe notizie è qualcosa che ha il sapore della truffa.
Siamo circondati di squallidi affaristi, mercenari senza scrupoli, fotografi sciacalli, mignotte che vanno chiamate "showgirls" (o forse "shovegirls", ora non mi sovviene).
Dico, può anche andarmi bene.
Ma perché costoro continuate a sbattermeli in faccia come Very Important People, scusate?
"Very Immoral"? "Very Incontinent?" Fate qualcosa per rattoppare quel cazzo d'acronimo, su.
La gente dovrebbe cominciare a buttare i televisori, a fare roghi dei giornalacci di gossip. Perché si continua a celebrare la nullità di gente insignificante, a pubblicizzare programmi e performances mediocri, orribili, come eventi imperdibili?
La maggior parte della gente coinvolta in questo puttanaio non sa fare un cazzo: provate a dimostrarmi il contrario.
E sperperano miliardi per le loro festine, le loro cocaine, i loro ricatti, le loro tangenti, i loro diritti d'immagine, le loro comparsate, i loro studi televisivi, le telecamere e gli impianti per perpetuare il rito del loro niente pressurizzato.
Sono loro gli importanti, capito? Importanti perché hanno la barca e trombano le modelle.
E' su questo presupposto che si può permettere a un tipo come Briatore di andare dall'Annunziata e fare l'apologia dell'evasione fiscale.
Perché lui è Briatore-quello-che-tromba-Naomi-Campbell.
Non importa più cosa fai, come lo fai, cosa dici e pensi: importa, all'americana, ostentare ricchezza e fica.
Nello stesso giorno in cui si è parlato del nuovo rigurgito di Vallettopoli, un operaio è morto dopo essere stato investito da ghisa fusa a causa in un incidente in fonderia.
Ormai alla favola che i saggi e gli onesti son quelli che fanno la storia ci crede solo Bennato (anzi, gli andrebbe chiesto per sicurezza).
Ha detto Aida Yespica: "Con chi vado a letto sono affari miei". Certo. A botte di 5000 euro, ha' voglia. Poi però ditelo: "La signorina TalDeiTali partecipa al programma vattelapesca in quanto trombatasi PincoPallino".
Uno lo sa, e ragiona: "Ok, non sa fare nulla, spengo la TV e faccio altro".
Qualcuno me lo spiegherà, un giorno, che differenza c'è fra showgirls del genere e attrici del porno. Io la differenza non l'ho capita bene, ma in sostanza mi sembra che le seconde siano più oneste.
E' un giro squallidissimo, di gente senza valori, senza senso morale, e che è arrivata pure a vantarsene, come il fotografo sciacallone che non voglio neanche nominare: siamo alla consacrazione della spazzatura.

A margine, ieri è arrivato pure Giuseppone Petardingher a farsi da solo l'autocaricatura del papa retrivo e retrogrado: dice che la messa in latino e il canto gregoriano sono un modo per "comprendere più a fondo".

Da una parte il balzo indietro a prima del concilio vaticano secondo, dall'altra l'opulenza di una casta magnamagna vista attraverso la finestrina - televisiva - del maniero...
A me il medioevo piace abbastanza, ma sui libri, non dal vivo.
blaterato da ilsalta alle ore 09:04 | link | commenti (18)
categorie: società, ansia, raccapriccio, notiziacce
martedì, 06 marzo 2007

Lo so che sarebbe più politi'ally correct, più ganzo, più militante l'I Care di DonMilaniana memoria... però a me, fondamentalmente, m'importa 'na sega. Ecco.

...No. perché sai... con tutti velli che s'atteggiano a I Care People ma sottosotto fanno dimorto i cazzi sua, c'è poo da fa'. Tabto vale adeguassi, e per lo meno ave' la ghigna d'ammette' le 'ose 'ome stanno.
Augh.

(Poi magari fra un po' mi passa, ma non garantisco)
blaterato da ilsalta alle ore 15:51 | link | commenti (6)
categorie: società, ansia, raccapriccio
lunedì, 05 marzo 2007

È tutta stesa al sole, vecchio,
questa vecchia storia.
Tutta nelle tue gambe,
e nella tua memoria.
Che hai visto il Tevere quand'era giovane,
che si poteva nuotare,
che hai visto il cielo quand'era libero,
che si poteva guardare.
E hai visto l'aquila volare.

Io da qui vedo il cielo inchiodato alla terra,
e la terra attraversata da gente di malaffare,
e vedo i ladri vantarsi e gli innocenti tremare,
vedo i ladri vantarsi e gli innocenti tremare.

Ma tu, dimmi che cosa vedi adesso tu?
Che adesso quasi non ci vedi più.
Dimmi che cosa vedi tu da lì.
Dimmi che è tutto più chiaro che qui,
tutto più chiaro che qui.

E dimmi che potrò capire,
e dimmi che potrò sapere,
e dimmi che potrò vedere,
un giorno anch'io così,
tutto più chiaro che qui.
Anch'io così, tutto più chiaro che qui,
tutto più chiaro che qui.

È tutta stesa al sole,
questa vecchia storia,
tutta sulle tue spalle, vecchio,
e sulla tua parola.
Che hai visto piovere sulle rovine,
e le montagne crollare
e hai visto il sangue e le stelle alpine
e la neve bruciare.
E hai visto l'aquila volare.

Io da qui vedo uomini caduti per terra
e nessuno fermarsi a guardare.
E gli innocenti contendersi e gli assassini ballare
e gli innocenti corrompersi e gli assassini brindare.

Ma tu, dimmi che cosa vedi adesso tu?
Che adesso quasi non ci vedi più.
Dimmi che cosa vedi tu da lì.
Dimmi che è tutto più chiaro che qui,
tutto più chiaro che qui.
E dimmi che potrò capire,
e dimmi che potrò sapere,
e dimmi che potrò vedere,
un giorno anch'io così,
tutto più chiaro che qui.
Anch'io così, tutto più chiaro che qui,
tutto più chiaro che qui.

(Francesco De Gregori, 1992)
blaterato da ilsalta alle ore 11:32 | link | commenti
categorie: testi, società, raccapriccio