Fine del '68
Ho contemplato dalla luna, o quasi,
il modesto pianeta che contiene
filosofia, teologia, politica,
pornografia, letteratura, scienze
palesi o arcane. Dentro c'è anche l'uomo,
ed io tra questi. E tutto è molto strano.
Tra poche ore sarà notte e l'anno
finirà tra esplosioni di spumanti
e di petardi. Forse di bombe o peggio,
ma non qui dove sto. Se uno muore
non importa a nessuno purché sia
sconosciuto e lontano.
(Eugenio Montale, 1971)
Dice un prete nell'omelia: "che il Signore nella sua infinita misericordia conceda la pace a Piergiorgio Welby"
Simpatico burlone.
Se dio ci fosse, gliela dovrebbe, altro che concessioni.
Il brano natalizio che postai per il natale 2005 è sempre lì:
http://mio.discoremoto.alice.it/robbetta/
(è il file "canzoncina").
Di più, quest'anno, non mi veniva.
Mi si è anche rotto lo scaldabagno e somo senza acqua calda fino a mercoledì.
Auguri!
Caro Babbo Natale,
Per quest'anno mi accontenterei di poco.
Spero di essermi spiegato, ché i desideri non si devono rivelare
In fede,
tuo
Salta
Santa Lucia, per tutti quelli che hanno gli occhi
e un cuore che non basta agli occhi
e per la tranquillità di chi va per mare
e per ogni lacrima sul tuo vestito,
per chi non ha capito.
Santa Lucia per chi beve di notte
e di notte muore e di notte legge
e cade sul suo ultimo metro,
per gli amici che vanno e ritornano indietro
e hanno perduto l'anima e le ali.
Per chi vive all'incrocio dei venti
ed è bruciato vivo,
per le persone facili che non hanno dubbi mai,
per la nostra corona di stelle e di spine,
per la nostra paura del buio e della fantasia.
Santa Lucia, il violino dei poveri è una barca sfondata
e un ragazzino al secondo piano che canta,
ride e stona perchè vada lontano,
fa che gli sia dolce anche la pioggia delle scarpe,
anche la solitudine.
(Francesco De Gregori, 1976)
Questa la rubo ai Paguri perché è troppo bella:
John Winston Lennon, 09/10/1940 - 08/12/1980
Frank Vincent Zappa, 21/12/1940 - 04/12/1993
Già l'acqua inghiotte il sole
ti danza il seno mentre corri a valle
con il tuo branco ai pozzi
le labbra secche vieni a dissetare
Corpo steso dai larghi fianchi
nell'ombra sto, sto qui a vederti
possederti, possederti, sì possederti...
Ed io tengo il respiro
se mi vedessi fuggiresti via
e pianto l'unghie in terra
l'argilla rossa mi nasconde il viso
ma vorrei per un momento stringerti a me
qui sul mio petto
ma non posso fuggiresti fuggiresti via da me
io non posso possederti possederti
io non posso fuggiresti
possederti io non posso...
Anche per una volta sola.
Se fossi mia davvero
di gocce d'acqua vestirei il tuo seno
poi sotto i piedi tuoi
veli di vento e foglie stenderei
Corpo chiaro dai larghi fianchi
ti porterei in verdi campi e danzerei
sotto la luna danzerei con te.
Lo so la mente vuole
ma il labbro inerte non sa dire niente
si è fatto scuro il cielo
già ti allontani; resta ancora a bere
mia davvero ah fosse vero
ma chi son io uno scimmione
senza ragione senza ragione senza ragione
uno scimmione fuggiresti fuggiresti...
uno scimmione uno scimmione senza ragione
tu fuggiresti...
(F. Di Giacomo - V. Nocenzi, 1972)