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giovedì, 31 agosto 2006

Oh tu, donna moderna, un tempo afflitta dalla topa che odorava di baccalà; oggi la scènza ti offre ir salvaslippe ai fiori & agrumi!
Che però (sempre grazie alla scènza) son fiori & agrumi OGM, resistenti al freddo.
Coi geni del baccalà,  e risiamo daccapo.
blaterato da ilsalta alle ore 23:47 | link | commenti (1)
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lunedì, 28 agosto 2006

ahem, ci sono (circa). non vedo praticamente nulla, cmq la retina sembra tenere.
per la vista bisognerà aspettare che evapori il C3F8 (googlatevelo, please...), e stamani hanno stimato manchino altre 3-4 settimane... mah.
saluti a tutti, ci vediamo, ah ah.
blaterato da ilsalta alle ore 14:55 | link | commenti (7)
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domenica, 27 agosto 2006

LA MUSICA CHE GIRA INTORNO

Per niente facili uomini cosi' poco allineati li puoi chiamare ai numeri di ieri se nella notte non li avranno cambiati

Per niente facili uomini sempre allineati li puoi pensare nelle strade di ieri se non saranno rientrati

Sara' possibile si incontrarli in aereo avranno mani e avranno faccia di chi non fa per niente sul serio
Perche' l'America cosi' come Roma gli fa paura e il Medio
Oriente che qui da noi riscuote nessuna fortuna

Sara' la musica che gira intorno quella che non ha futuro

Sara' la musica che gira intorno saremo noi che abbiamo nella testa un maledetto mu - ro
Ma uno che tiene i suoi anni al guinzaglio e che si ferma ancora ad ogni lampione

O fa una musica senza futuro o non ha capito mai nessuna lezione

Sara' che l'anima della gente funziona dappertutto come qui

Sara' che l'anima della gente non ha imparato a dire ancora un solo si
Sara' la musica che gira intorno quella che non ha futuro

Sara' la musica che gira intorno saremo noi che abbiamo nella testa un maledetto mu - ro
Per niente facili uomini cosi' poco allineati li puoi
Cercare ai numeri di ieri se nella notte non li avranno cambiati
Per niente facili uomini poco affezionati li puoi tenere tra i pensieri di ieri se non ci avranno scordati
Sara' la musica che gira intorno quella che non ha futuro
Sara' la musica che gira intorno saremo noi che abbiamo nella testa un maledetto mu - ro

(Ivano Fossati)

blaterato da cinziatull alle ore 00:06 | link | commenti
categorie: testi
mercoledì, 09 agosto 2006

Stamane Il Salta si è sottoposto all'intervento, domani verrà dimesso. Per l'esito bisognerà attendere qualche giorno. Stasera gli girano vorticosamente perché deve dormire "a faccia in giù" e non gli garba. Ringrazia tutti per gli auguri e spera di rileggervi presto  (mi ha consigliato lui di inserire questo faccino: lui detta ed io scrivo). Stasera, dopo 3 ore di sala operatoria, con tanto di anestesia totale, appena sveglio, ha iniziato a raccontare del concerto della P.F.M. del 4 agosto ( a Rispescia - GR): ha ripetuto più volte che è stato un concerto notevole, tutto basato sul repertorio degli anni '70 (a parte l'overture da Dracula) e due cover di Fabrizio De Andrè, "Volta la carta" e "Il Pescatore". Ha potuto vedere eseguita per la prima volta, "L'isola di niente", una rarità anche nei DVD. Tutti i musicisti erano in ottima forma, compreso il tastierista, subentrato a Flavio Premoli. 

Cinzia

blaterato da cinziatull alle ore 21:19 | link | commenti (12)
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sabato, 05 agosto 2006

Porto i saluti del Salta. Purtroppo, a causa di problemi seri alla vista, per un pò di tempo non avrà la possibilità di scrivere, di leggere e di controllare la posta. In particolare, per Massimiliano (Tenkolkurtz): disegnare è una cosa che il Salta non si può permettere. Incrociamo le dita.

Cinzia

blaterato da cinziatull alle ore 22:05 | link | commenti (9)
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venerdì, 04 agosto 2006

Altri horror

Altri filmetti degli ultimi giorni:

  • Freddy vs. Jason - Divertente, disimpegnato. si fa guardare.
  • La terra dei morti viventi - Non male; sempre i soliti zombies ma Romero sa stare al passo coi tempi.
  • Saint Ange - Molto caruccio, m'è piaciuto proprio tanto, soprattutto per la forografia. Sui significati ho arrancato un po', e ho dovuto leggere in giro.
  • Torched - Ultraviolento, ma con una sua dignità stilistica. (mediometraggio)
  • Naked Blood - Brutto e inutile, tutto sommato
  • Guinea Pig 1 - Stesso discorso, ma molto peggio. Pretestuoso.
  • Begotten - Non si può guarda'. Incomprensibile, autoreferenziale, del tutto inutile. Ibò.

Recensioni e descrizioni più approfondite sono su Exxagon's ReXtricted (io 'un ce la fò, ho caldo.)
Stasera PFM, farovvi sapere e posterovvi foto.


PS: un mio amico vende una Stratocaster USA del 1979, in ottime condizioni. A chi interessa mi facci un fischio.
blaterato da ilsalta alle ore 16:02 | link | commenti (2)
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martedì, 01 agosto 2006

L'erba medica

La PFM aveva con la droga un rapporto molto strano. Sarebbe una bugia dire che non abbiamo mai provato, perché in quel periodo soprattutto in Inghilterra o in America era praticamente impossibile non rimanere coinvolti da quello che succedeva intorno a noi. Però devo dire con tutta sincerità che non abbiamo mai usato additivi nei concerti. Abbiamo sempre pensato che la musica va suonata in piena lucidità e da veri musicisti, dal vivo, abbiamo sempre avuto un atteggiamento un po' sportivo: bisognava essere in forma.
 Il nostro momento di ebbrezza erano le partite a scopa. Erano partite creative ed estremamente divertenti. Ridevamo come pazzi anche perché in America si fuma quasi esclusivamente la marijuana, che ha un effetto diverso da quello dell'hascisc. L'hascisc appesantisce, ti da mal di testa, mentre la marijuana messicana di buona qualità esalta l'immaginazione in un modo lucido, così come raccontano gli indiani nelle loro storie, dove l'uso rituale della cannabis o del peyote è sempre legato a esperienze iniziatiche.
 In California si trovava marijuana dovunque, anche per strada. Letteralmente, intendo dire: sull'autostrada da Los Angeles a San Diego era pieno di piante, perché gli hippy che si facevano le canne in macchina buttavano via i semi dopo averli separati dalle foglie. I semi germogliavano, le piante crescevano e così c'era un sacco di gente che passava di lì nella stagione giusta, vedeva una bella pianta e se la metteva in macchina. Lo dico soprattutto per fare capire com'era considerata all'epoca la droga, che tra l'altro è una parola abbastanza imprecisa e carica di significati negativi. Dunque si sfumacchiava un po' tutti e naturalmente anche i nostri tecnici ci davano dentro spesso e volentieri.
Uno di loro si chiamava Birillo, un soprannome nato dal fatto che pur essendo per la prima volta in America e non sapendo niente d'inglese, se la cavava sempre e comunque, in tutti i posti e in ogni situazione. Per esempio se lo lasciavamo all'aeroporto di Chicago dandogli un appuntamento a Los Angeles, Birillo non faceva una piega, se ne stava in giro da solo e arrivava sempre puntuale. Come facesse non so. Genio italiano, immagino: era un siciliano trapiantato a Genova. Birillo ci sapeva fare, insomma, anche con le ragazze.
 La sera capitava spesso che i tecnici si fermassero dopo il concerto a farsi uno spinello vicino al palco, attorniati dalle  groupies che non stavano appresso ai musicisti. Birillo era un ragazzo molto carino e cuccava. All'epoca non c'era la paura dell'AIDS, perché nessuno sapeva cosa fosse, però c'era la dotazione classica che bastava e avanzava, e così Birillo un bel giorno scopre di essersi beccato lo scolo.
 Allora viene da noi disperato. «Ah, guarda... cazzo! Adesso come faccio?»
Patrick si prende a cuore il caso. «Non preoccuparti» gli dice. «Non è grave, ma devi andare dal medico.»
 «Sì, ma come cazzo glielo vado a spiegare al medico? Datemi una mano, parlategli voi!»
Allora Patrick e io saliamo in macchina e lo accompagniamo dal dottore. Birillo era terrorizzato. «Chissà adesso cosa mi fanno...» si lamentava. «Mi prendono, mi arrestano... mi chiedono, mi dicono, ma lei dove l'ha conosciuta, chi è... perché, dove è nato, cos'ha fatto...»
 «Guarda Birillo che non vai mica in confessionale» gli dico. «Cazzo, qui succede spesso... svegliati! Non l'ha mica data solo a te. Se ti ha attaccato qualcosa è perché a sua volta l'ha preso da qualcuno. Il dottore le sa queste cose!»
 «Ah, va be'» fa Birillo un po' tranquillizzato. «Però glielo dite voi!»
«Sì, glielo diciamo noi» risponde Patrick.
 Finalmente arriviamo allo studio del medico. Entriamo, veniamo ricevuti e ci ritroviamo nell'ambulatorio in quattro: un medico, un malato e due interpreti. E comincia la pantomima.
 «Cosa devo fare?» chiede Birillo.
 «Ha detto: "spogliati".»
 Allora Birillo si spoglia. Intanto il medico parla.
 «Cos'ha detto?»
 «Ha detto: "sdraiati".»
 Siamo andati avanti con questo giochetto per un quarto d'ora.
 Poi, finita la visita, il dottore attacca con le raccomandazioni. «Deve prender queste pastiglie, due al giorno. Però mi raccomando, non deve mangiare carni, roba piccante, arachidi e tutto ciò che può irritare.»
Birillo ascolta preoccupatissimo, senza capire un cazzo. «Cos'ha detto?» «Ha detto che non devi mangiare tutte quelle stronzate che mangi tu: chili con carne, chili con peperoncino, chili con chili, i tacos, le robe messicane...»
«Ah, cazzo, tutte le robe buone non le posso mangiare più?»
«No, non puoi mangiare tutte le robe buone.»
«Allora cosa posso mangiare? Posso mangiare i cheeseburger?»
 «Dottore, può mangiare i cheeseburger?»
 «Oh, yeah» fa il dottore. «Sometimes... però attenzione: dovrebbe mangiare in bianco.»
 «Cos'ha detto?»
 «Birillo, devi andare in bianco. In tutti i sensi.»
«Ma come cazzo si fa a mangiare in bianco in questo paese?» sbotta Birillo. «C'è sempre solo carne con carne, steack oppure hamburger, al massimo pollo fritto...»
 «Vabbe'» taglia corto il dottore «cerchi di mangiare in bianco...»
Birillo sospira e poi s'incupisce. Qualcosa lo turba. Si avvicina a Patrick e comincia a parlargli a bassa voce. «Chiedigli... si insomma... cioè se...»
 «Che cosa devo chiedergli?»
 «Chiedigli se... posso farmi le canne. Se c'entra qualcosa... se mi fumo uno spinello c'entra qualcosa?»
 «Ma cosa vuoi che c'entri? Non passa mica di lì. Passa per i polmoni e poi va alla testa. Non c'entra con quello.»
 «Sì, ma non si sa mai» dice Birillo. «Meglio chiederlo.» Allora Patrick si rivolge al dottore. «Senta dottore, il mio amico...» esita e istintivamente gli si avvicna all'orecchio. «Il mio amico vuole sapere se può farsi... gli spinelli. Può?»
 Allora il dottore sgrana gli occhi stupito. Poi guarda Patrick fisso negli occhi e gli mette un mano sul braccio.
 «Perché» gli sussurra con aria complice «avete un po' di roba?»

Franz DiCioccio, PFM - Due volte nella vita, Mondadori 1996

blaterato da ilsalta alle ore 20:12 | link | commenti (5)
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