Pensavo da un paio di giorni che forse non lo vorrei scrivere, questo post.
Perché tanto io lo so di aver ragione :-), e che il valore terapeutico di scrivere e blabla non mi serve mica a nulla. Mi fa come il cazzo alle vecchie, si dice in livornese con metafora di rara leggiadrìa.
Però alla fin fine, che lo uso a fare un diario (elettronico, ma sempre diario è) se non lo adopro in funzione di diario quale è? E gli altri si fottano.
Non mi ricordo bene: sul blog di Fry e Azzurra, tempo fa Azzura scriveva qualcosa riguardo a... boh... mentire alle persone? Sul perché sia giusto o meno dare dello stupido agli stupidi? Boh, qualcosa del genere.
Il fatto di avere bevuto 3 medie (una Poretti Bock e due Kilkenny Strong) non mi aiuta a raccapezzolarmi...
Comunque il nocciolo è: spesso, molto spesso, è meglio tacere. Oppure sorvolare. Oppure far finta di nulla.
Quando? Quando la partita è persa in partenza, se cercate una definizione universalmente valida.
Con gli stupidi: se credete di convincere ^^CetaceaSessantasei^^ che gli Orbs che ha fotografato con la macchinetta digitale dopo aver sbandierato lo spolverino in salotto sono soltanto granelli di polvere, e non l'ectoplasma del povero nonno che si manifesta per mandarle un saluto sbaciucchioso, state perdendo tempo. Anche se vi sforzate di argomentare con le analisi più dettagliate e precise di questo mondo.
Peggio che mai il dare dello stupido; bisogna soprassedere, tossicchiare, far finta di legarsi la stringa, o di soffiarsi il naso, o andare in giardino a fumare una sigaretta. Secondo me è la meglio.
Stesso discorso, nei rapporti interpersonali. Credo che il nesso ci sia, o forse non c'è e mi ce lo fanno vedere le tre birre di cui sopra, comunque volevo dire che.
...
Mbah.
Volevo dire che il mondo è bellissimo, perché è costellato, intriso, dominato dalle coincidenze®.
Le coincidenze® sono quelle cose che succedono quando tu ti sfoghi - ma nemmeno "ti sfoghi" - racconti, esponi un parere, un punto di vista a Tizio sul comportamento di Caio.
Dopodiché, qualche giorno dopo, arriva Sempronio, che è un po' distratto, oppure pensa che tu sia stupido: questo è un nodo da chiarire.
Sempronio dice che ha visto Tizio per dei cavoli loro. Dopo 3 minuti, Sempronio ti annuncia che Caio (di cui hai perso le tracce da un anno almeno) è disposto (spontaneamente, vi rendete conto della coincidenza®?) a invitarti a uscire con lui, se lo chiami.
Ecco, io non credo di dover offendere l'amor proprio di Tizio e di Sempronio e spiegare: "Guardate, che lo capisco lontano un miglio che Caio ha detto di volermi vedere semplicemente perché è passato di bocca in bocca il discorso che io ho fatto in privato a Tizio; è una cifra industriale di tempo che Caio non si fa vivo, e volete farmi credere che l'idea gli è venuta proprio adesso?"
No, io credo che la cosa migliore sia lasciar pensare a tutti che io credo ciecamente al dio delle coincidenze®, e lasciare tutto com'è.
Rispondo a Sempronio che uhm, sì, ci penserò, se non ho altro da fare: Caio non sentendomi pensarà che non sono disponibile e alla fin fine un motivo valido per non cercarmi c'è, Tizio e Sempronio non si sentiranno sgamati e non avranno da domandarsi se ci sia qualcosa da riconsiderare nell'approccio tipo "se vuoi potrò occuparmi un'ora al mese di te". Anzi, la loro buona azione l'hanno fatta, se uno non raccoglie non è certo colpa loro.
In una botta sola si lascia intonso lo status quo e l'amor proprio delle persone.
Mi sembra il risultato migliore, per come si sono messe le cose.
Io non mi sento a mio agio nei posti dove non posso sapere se sono stato invitato spontaneamente, o in conseguenza della piega che hanno preso gli eventi.
D'altra parte le coincidenze® avvengono sempre dopo che hai espresso a voce alta dei dubbi (se li volete chiamare malesseri, o disagi, accomodatevi).
Succedessero come risultato di un disagio avvertito e non espresso, penserei alla telepatia, e forse comincerei a credere al paranormale... ma la mia weltanschauung è inguaribilmente empirica. :-)