Sono rimasto incantato da
Southern Exposure di
Alex De Grassi (1980).
Mamma mia che bellezza. Suono cristallino, arpeggi precisissimi, atmosfere sognanti...
10 brani in tutto, 38' e 45'' di composizioni molto "romantiche". Non c'è frenesia, e il (notevole) virtuosismo è al servizio di un sound rilassato e poetico.
Tecnicamente mi sembra accostabile a Pierre Bensusan, o alle cose più lineari di Michael Hedges: armonie a cavallo fra jazz e new-age, estrema grazia e precisione nel tocco, senza sfrigolii e strofinamenti vari.
La chitarra è sempre pulita, c'è al massimo un po' di riverbero naturale.
Gli dò 9, senza indugio: fin dal primo ascolto si percepisce il valore di un disco che non può mancare nella collezione degli appassionati di chitarra acustica.