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mercoledì, 30 novembre 2005

VOLANTINI

Ho trovato questo volantino nella cassetta della posta. Non so nemmeno come commentare: mi viene da ridere e basta 

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blaterato da ilsalta alle ore 20:14 | link | commenti (5)
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Quando è che una persona comincia a percepire di stare invecchiando?
E' un dilemma interessante, secondo me.

Invecchiare come produttività: è facile, vai in pensione e bella lì.
In un mondo pre-industriale, già questo concetto credo che avesse poco senso: il capofamiglia era "non-vecchio" finché ce la faceva ad alzarsi per andare a coltivare la terra. Era padrone della situazione, era al centro del mondo che lo circondava.
Le persone, coi loro ritmi e i loro stili, erano molto più vicine e simili fra loro, ma conservavano l'unicità e la peculiarità della propria anima e della propria sensibilità personale, ed era questo il grande tesoro.

Oggi si parla tanto di massificazione, ma io mi sento, come dire... affranto? dall'orribile alienazione che percepisco ovunque.
(Bei tempi, quando a 15 anni non capivo una sega, e l'alienazione nei testi di Simon & Garfunkel mi sembrava una cosa romantica e lontana. Poi arrivi a capirla meglio e no, forse non lo volevo sapere, grazie: dove si scende?)
Queste parole, globalizzazione, massificazione... potrebbero anche voler dire che in qualche modo ci avviciniamo, no? Macché.
Vuol dire che ci assomigliamo solo nella mediocrità. Tante, tantissime isole ciascuna col proprio mondicino impermeabile al resto... non riesco a trovare punti di contatto con nessuno su nessun argomento...
Ho sperimentato un fortissimo senso di scollamento (mi piace tanto, dire "scollamento", fa intellettualoide) con persone di una decina di anni più giovani.
Quasi niente mi lega a loro: hanno dei riferimenti musicali che non conosco, li trovo aridi nel concedersi e condividere, e avidi nel voler ottenere qualcosa in cambio di nulla.
Come se fossero cresciuti nel terrore che il mondo prima o poi t'inculerà, per cui intanto devi arraffare più che puoi e non farti fregare.
E questa tecnologia, questi media super-invadenti... fra il 1900 e il 1950 si aveva una cosa in comune: i libri.
Ora se hai un telefono cellulare che non fa i filmati sei retrò. Io ricordo benissimo che i cellulari nel '91-'92 erano grossi come borracce.
Dopo lo shock visuale di Trainspotting (1996) non riesco più a guardare la TV: le inquadrature sono tutte storte, i colori tutti sovrassaturi, mi viene quasi sempre voglia di vomitare. E basta!!!
E cosa cazzo è l'Ipod? E perché lo devo sapere? E perché mentre mi informo esce il mini Ipod? E lo scopro perché è già una notizia vecchia, lo scopro su un sito che ha fatto i test di resistenza del mini Ipod stritolandolo sotto le ruote della macchina? E perché l'hai rotto? E ai bimbi etiopi non ci pensi?
Ho visto ragazzetti ventenni allucinati. Gente che installava programmi peer-to-peer non per scaricare musica, ma per scaricare programmi peer-to-peer per scaricare musica. Una concezione del mondo sempre più a matrjoska, sempre più involuta.
Non so, mi sento confuso. O forse è che sto invecchiando, appunto.
Che situazione.
blaterato da ilsalta alle ore 02:26 | link | commenti (17)
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martedì, 29 novembre 2005

incontrarsi aver sonno appetito far dei figli mangiare bére lèggere amare grattarsi
blaterato da ilsalta alle ore 13:11 | link | commenti
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Scusate se è poco: mi leggono dal cern
blaterato da ilsalta alle ore 02:58 | link | commenti (1)
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lunedì, 28 novembre 2005

SONDAGGIONE

Con che cadenza vorreste veder cambiare lo stile del titolo di questo blog?
  • Settimanale
  • Quindicinale
  • Mensile
  • Non sa / non risponde
  • Vai a lavorare, caata
Dai, partecipa anche tu numeroso!

blaterato da ilsalta alle ore 03:56 | link | commenti (11)
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sabato, 26 novembre 2005

Altre Reliquie

Ripesco tutto il ripescabile. Sparo tutte le cartucce.
Dedicato al colonnello Kurtz: ho scovato il vecchio logo degli Ultimi Cavalieri e gli ho dato una ripulita.


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blaterato da ilsalta alle ore 21:19 | link | commenti (4)
categorie: nonsibuttavianulla
venerdì, 25 novembre 2005

Ticking away the moments that make up a dull day
You fritter and waste the hours in an offhand way
Kicking around on a piece of ground in your home town
Waiting for someone or something to show you the way

Tired of lying in the sunshine staying home to watch the rain
You are young and life is long and there is time to kill today
And then one day you find ten years have got behind you
No one told you when to run, you missed the starting gun

And you run and you run to catch up with the sun, but it’s sinking
And racing around to come up behind you again
The sun is the same in the relative way, but you’re older
Shorter of breath and one day closer to death

Every year is getting shorter, never seem to find the time
Plans that either come to naught or half a page of scribbled lines
Hanging on in quiet desperation is the english way
The time is gone, the song is over, thought I’d something more to say

(Pink Floyd, 1973)

blaterato da ilsalta alle ore 09:20 | link | commenti (2)
categorie: testi
giovedì, 24 novembre 2005



... Konqueror? E che cazzarola di browser è, Konqueror?!?
...

Aspe'... Usi Linux, erano le 4:56, c'era mezzo viso dietro il gatto... sei Glen Grant!  
blaterato da ilsalta alle ore 14:03 | link | commenti (2)
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Mi voglio togliere la soddisfazione di pubblicare questo logo sul web. E' una specie di reliquia, diciamo.
blaterato da ilsalta alle ore 13:02 | link | commenti
categorie: nonsibuttavianulla
mercoledì, 23 novembre 2005

Ho fatto il pieno e cammino di notte come uno scemo
E mi prendo gli schiaffi e le botte del freddo e del vino
E premo l'acceleratore quando incrocio le luci blu
Ho fatto il pieno, ho perso il treno,
di quei treni che non passano più
C'è un cartello alla porta dice non disturbare
Sarà che non mi ami o che non mi vuoi amare
C'è un cartello alla porta dice forse domani
Ma domani, domani chissà
Ma domani, domani chissà
Ho fatto il pieno e mi viene da ridere come a un bambino
E confondo le stelle e il soffitto la notte ed i sogni e il cuscino
Ed è tardi per chiedersi adesso chi ha vinto e chi ha perso,
chi ha giocato di più
Ho perso il treno, ho fatto il pieno,
di quei pieni che non passano più
C'è un cartello alla porta dice non disturbare
Sarà che non mi ami o che non mi vuoi amare
C'è un cartello alla porta dice forse domani
Ma domani, domani chissà

(Francesco De Gregori, 2001)
blaterato da ilsalta alle ore 21:41 | link | commenti
categorie: testi