Quando avrò sessantaquattro anni
Quando sarò vecchio e perderò i capelli, fra molti anni, mi manderai ancora un bigliettino d'amore e una bottiglia di vino con gli auguri per il mio compleanno? Se starò fuori fino le tre meno un quarto, sprangherai la porta? Avrai ancora bisogno di me, mi farai ancora da mangiare quando avrò sessantaquattro anni? Anche tu sarai vecchia, ma se lo vorrai, io potrò stare con te. Mi renderei utile, potrei riparare un fusibile quando andrà via la luce. Tu potresti sferruzzare accanto al fuoco. La domenica mattina andremmo a fare un giretto, ci metteremmo a curare il giardino, a strappare le erbacce, cosa si può chiedere di più? Avrai ancora bisogno di me, mi farai ancora da mangiare, quando avrò sessantaquattro anni? Ogni estate potremmo affittare una villetta nell'isola di Wight se non è troppo cara. Potremmo fare economia e tenere sulle ginocchia i nipotini: Vera, Chuck e Dave. Mandami una cartolina, scrivimi due righe, chiarendo il tuo punto di vista, spiegami con precisione quello che intendi dire con "sinceramente tua, aspetto con ansia". Dammi una risposta, riempi un modulo; mia per sempre. Avrai ancora bisogno di me, mi farai ancora da mangiare quando avrò sessantaquattro anni?
(Lennon, McCartney)
Per seguire il metodo scientifico si tiene un quaderno di lavoro. Bisogna scriverci tutto con precisione, in modo da avere sempre il quadro della situazione. A volte basta annotare i problemi per chiarirsi le idee.
Gli enunciati logici da annotare sul quaderno sono da dividere in sei categorie:
1. Enunciato del problema;
2. Ipotesi sulle cause del problema;
3. Esperimenti destinati a verificare ciascuna ipotesi;
4. Risultati probabili degli esperimenti;
5. Risultati effettivi degli esperimenti;
6. Conclusioni sulla base dei risultati degli esperimenti.
Questa elaborazione non è diversa da quella delle esercitazioni di laboratorio di molte scuole e università, ma qui lo scopo non è solo quello di fare esercizi astratti. Lo scopo qui è di orientare il pensiero in modo preciso. Il vero scopo del metodo scientifico è quello di accertare che la natura non ti abbia indotto a credere di sapere quello che non sai. Non esiste un solo meccanico, scienziato o tecnico che non sia stato soggetto a quest'illusione tanto da stare istintivamente in guardia. E' soprattutto per questo che i trattati scientifici e le istruzioni meccaniche sembrano così noiosi e pedanti. Le negligenze e le fantasie romantiche in campo scientifico fanno dei brutti scherzi, e la natura imbroglia già abbastanza da sola senza che gliene diamo noi l'occasione. Alla prima deduzione falsa riguardo al motore, ci si ritrova irrimediabilmente bloccati.
Per quanto riguarda il punto 1 (enunciato del problema) l'abilità principale consiste nel non dire assolutamente più di quanto non si sia sicuri di sapere.
E' molto meglio un'annotazione del tipo: "Problema: perché la motocicletta non funziona?", che sembra poco furba ma è corretta, che scrivere: "Problema: cos'è che non va nell'impianto elettrico?" se non si è assolutamente sicuri che il guasto sia nell'impianto elettrico. La cosa giusta da scrivere è: "Problema: cos'è che non va nella moto?", e poi mettere al primo posto al punto 2: "Ipotesi Numero 1: il guasto è nell'impianto elettrico". Si pensa al maggior numero di ipotesi possibile, poi si progettano gli esperimenti per verificarle e vedere quali sono vere e quali sono false. Questo cauto approccio alle domande iniziali vi impedirà di imboccare la strada sbagliata risparmiandovi una settimana di lavoro o addirittura una impasse totale. Spesso le domande scientifiche sembrano a tutta prima poco furbe proprio per questa ragione, ma si formulano al fine di evitare errori poco furbi in seguito. La sperimentazione (il punto 3) viene vista a volte dai romantici come la scienza nel suo complesso, perché è la più appariscente: loro si immaginano un mucchio di provette, attrezzature bizzarre e gente affaccendata a far scoperte. Non vedono l'esperimento come parte di un più vasto processo intellettuale, e confondono spesso esperimenti e dimostrazioni, i quali, in effetti, si somigliano. Uno scienziato da baraccone che, con una attrezzatura alla Frankenstein, faccia sensazionali "esperimenti scientifici", sa in anticipo i risultati dei suoi tramestii e quindi non fa affatto un lavoro scientifico.In compenso, un meccanico che suona il clacson della moto per vedere se la batteria è carica, fa, in modo informale, un vero e proprio esperimento scientifico, poiché verifica un'ipotesi facendo la domanda direttamente alla natura. Lo scienziato televisivo che borbotta tristemente: "L'esperimento è un fiasco; non siamo riusciti ad ottenere quello che speravamo" è vittima di un copione scadente. Un esperimento che non ottenga i risultati previsti non è un fiasco. Lo è solo quando non fornisce alcuna conclusione valida, in un senso o nell'altro, rispetto alle ipotesi di partenza.
A questo punto l'abilità sta nel valersi di esperimenti che verifichino solo le ipotesi formulate, niente di meno e niente di più. Se il clacson suona, e il meccanico conclude che tutto l'impianto elettrico funziona, trae una conclusione illogica. Il suono del clacson dimostra solo che funzionano la batteria e il clacson. Per programmare un esperimento in modo adeguato, il meccanico deve porsi, in modo estremamente preciso, il problema delle cause: cioè di cosa provoca direttamente qualcos'altro. E questo lo può stabilire in base alle gerarchie. E' nelle candele che l'impianto elettrico causa direttamente l'accensione del motore, e se non si fa una verifica in quel punto non si potrà mai sapere veramente se il guasto è di origine elettrica o no.
Robert M. Pirsig,
Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta,
Adelphi
Le persone hanno ritmi diversi, c'è poco da fare. Uno non è uguale ad un altro. Ci penso più di una volta, mentre osservo come il blog di Azzu, ad esempio, sia costantemente e intensamente rimpolpato di riflessioni, analisi diadainconsupertrafrà le cose, svisceramenti, considerazioni e via e via.
Il mio blog no. E delle volte mi domando: "ma com'è 'sta cosa? io non penso? mboh". No, è che io penso, o faccio qualcosa che comunque ci va vicino (credo)... ma inconsapevolmente, distrattamente, di sfuggita, nei ritagli di tempo che la mente si piglia mentre non ha da fare altro. E le mie considerazioni, i miei "paletti" comportamentali e sociali e etici, i miei riassuntini, il tuo leopardi le mie teologie, esiste dio? le risate più pazze; sono cose che succedono così, molto spesso un pelo sotto alla soglia della coscienza.
Non sono molto bravo a racchiudere in parole pensieri che forse in origine non nascono per diventarlo. Le cose ci sono, e capitano: se vanno bene, è difficile spiegare il perché a parole; se vanno male, è difficile spiegare il perché ugualmente. Cadere nell'aneddotica impoverisce la portata filosofica dei pensieri, e il tono filosofeggiante avvilisce la freschezza della narrazione. E' un problema.
Un altro problema è che di volta in volta tenderei a dimenticarmi che gli uomini sono essenzialmente dei vili, e tutte le macro-costruzioni che si fanno intorno, gira e rigira, nascondono sempre le solite piccole avidità per cosettine di poco conto, soddisfazioni voluttuarie, tornaconti, interessi personali di serie C, poi ci sono i rancorini, le gelosie campate in aria, l'invidia, la carità pelosa...
A me, mi passa la voglia di comunicare, non so a voi. E' che quando ho aperto il blog ero soprappensiero. :-) In questi giorni preferisco mettermi a dormire... "sto solo cercando di riposarmi un po'". Mah...
Altro che Primavera, che "non bussa, lei entra sicura; come il fumo lei penetra in ogni fessura"; io ciò la Merda®, che mi rincorre con la motocarrozzetta.
Il Pifferaio Magico... (prima parte)
Nicholas Berkley Mason (Birmingham 27.1.1945), Richard William Wright (Londra 28.7.1945) e George Roger Waters (Cambridge 9.9.1944), studenti al Politecnico di Regent Street a Londra, danno vita, per soli sei mesi, agli Abdabs. Immediatamento dopo lo scioglimento cercano di formare un nuovo gruppo: si unisce a loro Roger Keith Syd Barrett (Cambridge 6.1.1946). Waters, che fino ad allora si era esibiti solamente come cantante, decide di passare al basso, mentre Wright, che si era presentato come chitarrista ritmico, passa alle tastiere. Nascono così i Pink Floyd, i quali iniziano ad esibirsi nei pubs londinesi e nei festini universitari. Barrett inizia a fare uso di LSD durante le serate trascorse in casa di Storm Thorgerson, titolare della Hipgnosis (che in futuro fornirà la grafica di tutte le copertine degli albums del gruppo). Nel 1966 il gruppo fa il suo ingresso al Marquee di Londra, partecipando alla rassegna The Spontaneous Underground. Alla manifestazione partecipò anche Donovan, che, truccato come Cleopatra, si esibì in due brani accompagnato solamente da sitar e tablas. I Pink Floyd per l'occasione si esibiscono con lunghe e sconvolgenti versioni di brani di Chuck Berry. Erano presenti alla rassegna Peter Jenner e Andrew King, i quali erano alla ricerca di nuovi talenti psichedelici da affidare al produttore Joe Boyd. Scelsero proprio i Floyd, per quelle sonorità fuori dalle regole. Fu così che il 15 ottobre 1966 la Pink Floyd Steel Band (come era scritto sulla locandina), si esibì al Roundhouse di Londra, assieme ai Soft Machine. Oltre 2.500 persone si accalcarono all'interno el locale e tante altre rimasero fuori: fu la performance più prestigiosa che la band aveva tenuto fino a quel momento. Erano presenti anche Michelangelo Antonioni, accompagnato da Monica Vitti, Paul McCartney (che per l'occasione, per non essere riconosciuto, si era vestito da sceicco arabo), mentre riconoscibilissime erano le famose natiche di Marianne Faithful, che indossava un abito da sballo. Dal dicembre 1966 al marzo 1967 i Pink Floyd si esibirono più volte all'UFO Club e al Marquee, palestre davvero preziose per la maturazione di una propria identità stilistica, basata soprattutto sulla stridente Telecaster di Barrett. Il gruppo a quel punto decise di dare vita al light-show, ovvero di accompagnare la musica ad effetti-luce, affidandosi all'estro di Jo Cannon, che aveva messo a punto un semplice e geniale sistema di proiezione di diapositive mescolate a luci colorate e stroboscopiche. La prima esibizione ufficiale del "Music in Colour, Pink Floyd" fu tenuta il 17 gennaio 1967 al Commonwealth Institute di Londra. Il volume degli amplificatori venne posizionato a livello massimo di tollerabilità. A livello visivo, si assiste ad una sovrapposizione di luci stroboscopiche intersecate a proiezioni girevoli a 360 gradi. L'11 marzo 1967 la EMI/Columbia fa uscire il primo singolo del gruppo, Arnold Layne/Candy and a currant bun (il cui titolo originale era Let's roll another one - Rolliamone un altro - bocciato dalla censura, naturalmente, per i suoi riferimenti espliciti). Arnold Layne parla della diversità e del travestitismo, brano che pernea sugli stati di umore di Barrett, tendente all'eccentricità. Il 29 aprile 1967 all'Alexandra Palace di Londra prende il via un benefit a favore dell'International Time, rivista tendente a sensibilizzare l'opinione pubblica, più volte sequestrata. Si esibirono su due palchi separati 41 gruppi, davanti ad oltre 10.000 hippies. Fra loro, i Velvet Underground, i Move, le Mothers of Invention di Frank Zappa, i Soft Machine, i Pretty Things ed i Crazy World di Arthur Brown, oltre, naturalmente, i Pink Floyd, i quali entrano in scena alle 4 del mattino, sul nascere dell'alba, per dar luce a momenti misti di magia e sogno. Il 12 maggio dello stesso anno i Floyd sono protagonisti in un concerto al Queen Elizabeth Hall. Per l'occasione è stato composto del materiale nuovo, eseguito su sfondi di giochi di luce grandiosi: furono proiettati protoplasmi ottenuti con un liquido colorato, inserito fra due vetrini con un contagocce. Con un asciugacapelli un tecnico soffiava aria fra i due vetrini posti in un proiettore, creando così sullo schermo lotte di colore. Il 16 giugno esce nei negozi di dischi un nuovo singolo, See Emily Play/The Scarecrow, che arriva al terzo posto delle charts inglesi. Con la supervisione di Norman Smith, ex tecnico del suono dei Beatles, i Pink Floyd iniziano a registrare faticosamente materiale per l'album The Piper at the Gates of Dawn, che vedrà la luce il 5 agosto 1967. Fu davvero dura portarlo a termine: infinite sessions richieste in quanto Barrett era continuamente sotto stati allucinatori e contestava continuamente le sonorità prodotte.
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Gli Anni della...Mela
La Apple Corporation rappresenta il sogno più ambizioso dei Beatles. Conosciuta soprattutto come casa discografica, la Apple in effetti era un progetto globale di intervento nella cultura giovanile dell'epoca, che prevedeva, oltre l'etichetta discografica, una Apple Films, una divisione sperimentale elettronica (Zapple), una casa editrice musicale ed una merchandising, con tanto di boutique al dettaglio. Il 14 maggio 1968 John Lennon e Paul McCartney annunciarono a New York, in una conferenza stampa, la nascita ufficiale della Apple Corporartion. Alcune iniziative morirono sul nascere (la Apple Films diede alla luce solamente a Let it be e a Born to boogie, che prodotto da Ringo Starr, racconta la storia di Marc Bolan). La Apple Merchandising, specializzata nella creazione di abiti originali che rispecchiavano ta cultura flower power di quegli anni, fu un fiasco clamoroso, tanto che il negozio aperto a Baker Street fu costretto a chiudere in pochi mesi, con una festa di chiusura in cui la merce rimasta veniva regalata al pubblico. Il completo progetto costò ai quattro Fab Four diversi milioni di sterline dell'epoca. L'unica attività redditizia fu la Apple Records, la cui prima uscita è rappresentata dal singolo Hey Jude/Revolution nell'agosto 1968, a cui fece immediatamente seguito il singolo Those were the days/Turn Turn Turn di Mary Hopkins, pupilla di Paul McCartney, che già con questo suo esordio, toccò le vette delle charts mondiali. Del singolo ne uscì anche la versione italiana Quelli eran giorni. Lo stesso successo non toccò alle altre nuove leve dell'etichetta, Jackie Lomax, Radha Krsna Temple, Black Dyke Mills Band, Iveys, Trash, Hot Chocolate Band, mentre un pò meglio andò a Billy Preston (che come tastierista aveva anche partecipato alla registrazione del brano Don't let me down dei Beatles) e ai Badfinger (che sfruttarono soprattutto due brani scritti per loro da Paul McCartney). Abbastanza successo ebbe anche il cantante statunitense, trasferitosi da poco in Inghilterra, James Taylor, che nel dicembre 1968 pubblicò per la Apple il suo primo album, contente due gioielli della sua carriera artistica, Carolina on my mind e Something in the way she moves (il cui titolo venne "rubato" da George Harrison, come prima frase della sua Something). Fallimento totale ebbe il settore elettronico/musicale, la Zapple, che con il suo slancio di ricerca attraverso la cultura underground, pubblicò Unfinished Music N. 2: Life with the Lions di John Lennon & Yoko Ono ed Electronic Sounds di George Harrison. Il terzo progetto è racchiuso in un'opera omnia in 24 volumi dei monologhi di Lenny Bruce. Ben presto, di tutto il progetto, non restò che la Apple Records, che, come etichetta di routine, continuò le sue uscite con materiale inconsueto di Ravi Shankar, la colonna sonora di El Topo di Jodorowsky, e The Pope Smokes Dope di David Peel, che, prodotto da John Lennon, naturalmente venne bandito dalle radio per il testo. Con la fine dei Beatles, l'etichetta andò avanti per qualche anno ancora, a produrre le opere solistiche dei vari membri del gruppo, fino al 1976, anno in cui si decise di sospendere le pubblicazioni. Le ultime due uscite furono Blast from your past di Ringo Starr ed il singolo This Guitar/Maya Love di George Harrison. Da lì, l'inizio di una estenuante battaglia giudiziaria con la EMI, sua distributrice, per questioni di royalties. Tale controversia venne chiusa nel 1990. Risolta la vertenza, gran parte dei prodotti Apple sono stati stampati su CD.
I Walk Beside You
There's a story in your eyes
I can see the hurt behind your smile
For every sign I recognize
Another one escapes me
Let me know what plagues your mind
Let me be the one to know you best
Be the one to hold you up
When you feel like you’re sinking
Tell me once again
What's beneath the pain you’re feeling
Don't abandon me
Or think you can’t be saved
I walk beside you
Wherever you are
Whatever it takes
No matter how far
Through all that may come
And all that may go
I walk beside you
I walk beside you
Summon up your ghosts for me
Rest your tired thoughts upon my hands
Step inside this sacred place
When all your dreams seem broken
Resonate inside this temple
Let me be the one who understands
Be the one to carry you
When you can walk no further
Tell me once again
What's below the surface bleeding
If you've lost your way
I will take you in
I walk beside you
Wherever you are
Whatever it takes
No matter how far
Through all that may come
And all that may go
I walk beside you
I walk beside you
Oh when everything is wrong
Oh when hopelessness surrounds you
Oh the sun will rise again
The tide you swim against will carry you back home
So don't give up
Don't give in
I walk beside you
Wherever you are
Whatever it takes
No matter how far
Though all that may come
And all that may go
I walk beside you
I walk beside you
(Dream Theater, da Octavarium, 2005)
Addio Demetrio...
Siamo ancora nel 1978. Il gruppo partecipa al Festival Mondiale della Gioventù a Cuba, esperienza davvero importante per il gruppo, in quanto entra in contatto con etnie sudamericane ed orientali): musicisti che provengono dal Tibet, Brasile, Cina. Nel frattempo in Italia la cultura musicale stava cambiando: stavano giungendo messaggi rivoluzionari di nichilismo e rottura col passato dai paesi d'oltremanica. Demetrio Stratos è sempre più impegnato nella sua ricerca sulla voce, così abbandona gli Area, che però continuano la loro produzione capitanati da Tavolazzi. Restano con lui Capiozzo e Fariselli, si aggiungono Larry Nocella e Guido Boni. Il quintetto si esibisce all'inizio del 1979 in diversi piccoli centri del meridione, mentre Stratos, immediatamente dopo un suo concerto tenuto il 30 marzo al Teatrino della Villa Reale a Monza, viene ricoverato in clinica newyorkese per una grave aplasia midollare. Purtroppo Demetrio muore il 13 giugno per arresto cardiaco, prima ancora di sottoporsi al delicato intervento. Il 14 giugno 1979, il giorno seguente la sua morte, viene organizzata all'Arena Civica di Milano una manifestazione/concerto, a cui aderiscono gratuitamente alcuni dei migliori artisti italiani. Il concerto si trasforma in una commemorazione del grande artista e, nonostante la giornata piovosa, accorrono molti spettatori, per onorare l'artista. Il concerto viene racchiuso nel doppio album 1979 Il Concerto - Omaggio a Demetrio Stratos, pubblicato dalla Cramps. Sono presenti Guccini, Finardi. Banco del Mutuo Soccorso, Venditti oltre, naturalmente, i compagni dei suoi Area. Loro stessi eseguono un inedito, Danz(A)nello e chiudono la manifestazione con L'Internazionale Sessantamila persone presenti, che permettono di raccogliere fondi , per un importo di centotredicimilioni, da destinare ai familiari dell'artista scomparso.
Nell'autunno 1979 i nuovi Area partono per un tour e nel 1980 danno vita al nuovo progetto, Tic Tac, opera praticamente firmata Fariselli/Tavolazzi, ma di lì a poco gli artisti decidono di intraprendere carriere solistiche. Tofani si ritira in una comune toscana di Hare Krsna, producendo materiale di Claudio Rocchi. Pur se il gruppo oramai si è sciolto, Tavolazzi, Fariselli e Capiozzo si esibiscono di tanto in tanto in serate fra amici sempre sotto il nome Area.